Nuove dimissioni scuotono l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Comparato. A lasciare l’incarico è l’assessore Salvatore Citrano, l’ottavo dall’inizio del mandato. Un dato che, secondo il gruppo politico Le Spighe, non rappresenta più un’eccezione ma la conferma di una crisi ormai strutturale.
In una nota, il gruppo sottolinea come la giunta si stia “trascinando stancamente” verso la fine della legislatura, evidenziando un clima di instabilità politica che avrebbe compromesso l’azione amministrativa. Le dimissioni di Citrano seguono infatti una lunga serie che include Spinello, Andaloro, Emma, Amico, Di Salvo, Di Marco e Falzone.
Le Spighe criticano inoltre il recente tentativo del sindaco di rafforzare la giunta coinvolgendo un consigliere proveniente dall’opposizione, operazione definita “maldestro tentativo” e fallita nel giro di pochi giorni. Secondo il gruppo, si sarebbe trattato di una manovra per distogliere l’attenzione dalle difficoltà politiche e aprire a nuovi equilibri in vista del futuro.
Non manca un affondo sulle dichiarazioni ufficiali dell’amministrazione, giudicate di circostanza e ripetitive. In particolare, viene contestato il tono utilizzato nel comunicato sulle dimissioni, in cui si elogiava il contributo di Citrano e la qualità del lavoro della giunta, descritto invece dagli oppositori come un contesto poco sostenibile.
Il gruppo evidenzia come gli assessori dimissionari siano figure competenti e stimate, penalizzate però da una situazione interna instabile. Una condizione che, a loro dire, avrebbe portato a un progressivo logoramento politico e amministrativo.
Le Spighe rivendicano la scelta, già maturata nei mesi scorsi, di uscire dalla maggioranza e assumere un ruolo di minoranza “costruttiva”, prendendo le distanze da una gestione ritenuta ormai compromessa.
Alla luce degli ultimi sviluppi, il gruppo ritiene conclusa l’esperienza amministrativa e chiede di procedere rapidamente con l’approvazione dei provvedimenti urgenti – tra cui interventi su tributi locali e manutenzione urbana – per poi tornare al voto e restituire la parola ai cittadini.
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