Cordoglio per la morte del vigile del fuoco Alessandro Marchi e un duro atto d’accusa nei confronti delle istituzioni. È quanto esprimono la CGIL e la Funzione Pubblica CGIL di Caltanissetta, che in una nota intervengono dopo il tragico decesso del pompiere, avvenuto mentre era impegnato nelle operazioni di soccorso.
Per il sindacato, la tragedia non può essere archiviata come una semplice fatalità, ma rappresenta il risultato di un sistema che continua a sottovalutare i rischi legati agli incendi e all’emergenza climatica. “La vita umana e la dignità del lavoro non possono essere sacrificate alla logica del profitto e dell’indifferenza”, affermano i rappresentanti sindacali, esprimendo vicinanza alla famiglia del vigile del fuoco scomparso.
La CGIL denuncia come l’ondata di incendi che ogni estate colpisce la Sicilia trovi un sistema di prevenzione e di intervento impreparato, con organici insufficienti e personale costretto a operare in condizioni estreme, tra temperature elevate e turni particolarmente gravosi.
Secondo il sindacato, le carenze nella pianificazione regionale e nella prevenzione espongono quotidianamente i lavoratori a rischi inaccettabili. Per questo vengono chiesti investimenti strutturali, un piano straordinario di assunzioni e il potenziamento delle dotazioni di sicurezza e dei mezzi a disposizione dei soccorritori.
“La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta: il lavoro deve essere sinonimo di dignità e tutela, mai di morte”, concludono la segretaria generale della CGIL di Caltanissetta, Rosanna Moncada, e il segretario generale della Funzione Pubblica CGIL, Sandro Pagaria.
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