Montedoro, polemica sugli appalti comunali: il consigliere Messana accusa il sindaco

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Montedoro, polemica sugli appalti comunali: il consigliere Messana accusa il sindaco

Montedoro, polemica sugli appalti comunali: il consigliere Messana accusa il sindaco

Nuovo scontro politico nel Comune di Montedoro.

Il consigliere comunale Federico Messana torna ad attaccare duramente l’amministrazione guidata dal sindaco, denunciando presunte irregolarità nella gestione di alcuni affidamenti pubblici e parlando apertamente di un “sistema diffuso di corruzione” anche nei piccoli centri.

La polemica nasce dopo che il primo cittadino, attraverso un manifesto pubblico e un volantino distribuito ai cittadini, avrebbe definito Messana “analfabeta funzionale” in risposta alle critiche mosse dal consigliere su un bando relativo alla gestione dell’Hotel Sicania, struttura di proprietà comunale. Secondo Messana, il bando sarebbe stato predisposto “ad hoc” per escludere i residenti di Montedoro, in particolare i giovani disoccupati.

Nel lungo intervento inviato alla stampa, il consigliere sostiene che le sue denunce alla Procura della Repubblica siano supportate da “prove documentali” e respinge qualsiasi interpretazione personale o persecutoria del proprio operato. “La mia è una reazione civile a un sistema che considero opaco e dannoso per la collettività”, afferma.

Al centro delle contestazioni ci sono due determinazioni dell’Ufficio tecnico comunale, relative alla sostituzione degli infissi della biblioteca comunale e del centro giovanile. I lavori, rispettivamente da oltre 114 mila euro e 70 mila euro, sono stati affidati direttamente a due società con sede a Roma.

Secondo Messana, entrambe le aziende avrebbero successivamente subappaltato gli interventi a una ditta palermitana, ottenendo consistenti margini economici senza eseguire direttamente i lavori. Il consigliere evidenzia inoltre che le società affidatarie opererebbero prevalentemente in settori diversi dall’edilizia e dalla produzione di infissi.

Nel mirino finisce anche il responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, indicato da Messana come figura centrale dell’intera procedura: progettista, direttore dei lavori, responsabile degli affidamenti e collaudatore finale. Una concentrazione di ruoli che, secondo il consigliere, solleverebbe “forti dubbi sotto il profilo della trasparenza e dell’etica pubblica”.

Messana critica inoltre il ricorso ad aziende esterne al territorio, sottolineando la presenza di imprese locali che avrebbero potuto partecipare ai lavori. “Con la crisi occupazionale che vivono i nostri territori, sarebbe stato opportuno valorizzare le realtà locali”, sostiene.

Nella parte finale del suo intervento, il consigliere punta il dito anche contro le recenti norme nazionali in materia di appalti pubblici, che hanno ampliato la possibilità di ricorrere agli affidamenti diretti e al subappalto. Secondo Messana, queste modifiche legislative rischiano di favorire pratiche poco trasparenti se non accompagnate da un rigoroso controllo politico e amministrativo.

Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’amministrazione comunale alle accuse contenute nella nota.

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