A Caltanissetta si riaccende il dibattito sulla sicurezza della viabilità provinciale che conduce al C.
A.R.A. di Pian del Lago. Il consigliere comunale Armando Turturici ha inviato una formale richiesta di intervento al presidente del Libero Consorzio Comunale e sindaco del capoluogo, avvocato Tesauro, e al prefetto, dottoressa Messina, denunciando una situazione definita “grave e irrisolta da anni”.
Al centro della segnalazione vi è un tratto di circa 600 metri della Strada Provinciale n. 5, tra il bivio Minichelli e il centro di accoglienza, completamente privo di illuminazione. Un percorso quotidianamente attraversato, anche nelle ore serali e notturne, da persone che si muovono a piedi, in bicicletta o con monopattini, spesso senza adeguati dispositivi di visibilità.
Secondo quanto evidenziato, l’assenza di un marciapiede continuo e di protezioni laterali, unita alla formazione di ristagni d’acqua in caso di pioggia, renderebbe il tratto particolarmente rischioso per la sicurezza dei pedoni e degli utenti della strada.
Turturici sottolinea come non si tratti di una criticità improvvisa, ma di una problematica nota da tempo e più volte segnalata senza che siano stati adottati interventi risolutivi. Da qui l’interrogativo rivolto alle istituzioni competenti sull’assenza di azioni concrete.
Il consigliere richiama inoltre le recenti risorse assegnate dalla Regione Siciliana al Comune di Caltanissetta, pari a circa 375 mila euro come compensazione per la presenza del C.A.R.A., suggerendo che tali fondi possano essere impiegati anche per migliorare la sicurezza della viabilità nell’area.
Nel suo intervento, Turturici invita le istituzioni a superare quella che definisce “inerzia amministrativa”, proponendo l’utilizzo delle risorse disponibili o l’attivazione di ulteriori richieste di finanziamento alla Regione.
Infine, il consigliere richiama l’attenzione sulle recenti vicende avvenute nel territorio di Niscemi, sottolineando l’importanza della prevenzione e della tempestività degli interventi per evitare conseguenze più gravi. “La sicurezza – evidenzia – non può essere affrontata solo dopo il verificarsi di tragedie, ma deve rappresentare una priorità costante per le istituzioni”.
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