“Oltre il muro del disagio”, a Caltanissetta confronto sul futuro dell’educativa di strada

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“Oltre il muro del disagio”, a Caltanissetta confronto sul futuro dell’educativa di strada

“Oltre il muro del disagio”, a Caltanissetta confronto sul futuro dell’educativa di strada

Una giornata di studio, confronto e progettazione partecipata per affrontare le nuove forme di marginalità sociale e rafforzare le reti territoriali. È questo il tema centrale del convegno “Oltre il muro del disagio”, svoltosi a Caltanissetta, che ha riunito operatori sociali, educatori, amministratori e professionisti del settore per riflettere sul ruolo dell’educativa di strada come strumento di inclusione e prevenzione.L’iniziativa ha alternato momenti di approfondimento teorico a laboratori e workshop interattivi, con l’obiettivo di individuare nuove strategie di intervento capaci di rispondere ai bisogni emergenti delle comunità locali. Al centro del dibattito, la necessità di costruire percorsi condivisi che favoriscano il benessere sociale, il sostegno alle fragilità e il rafforzamento dei legami tra cittadini, istituzioni e realtà del terzo settore.Nel corso dei lavori, l’assessore Giovanna Candura ha sottolineato l’importanza di trasformare la cultura dell’accoglienza e dell’ascolto in azioni concrete, evidenziando il ruolo dell’amministrazione nel sostenere iniziative orientate alla rigenerazione del tessuto sociale cittadino.Sulla stessa linea l’intervento dell’assessore Ermanno Pasqualino, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di progettare interventi sostenibili nel tempo, capaci di guardare oltre l’emergenza e di mettere al centro le fragilità generazionali. Un approccio che, secondo l’assessore, rende l’educativa di strada uno strumento strategico per intercettare bisogni, prevenire situazioni di disagio e promuovere inclusione sociale.Il convegno si è concluso con la consapevolezza condivisa che il contrasto alle marginalità richiede un impegno corale e continuativo, fondato sulla collaborazione tra istituzioni, operatori e comunità locali, affinché l’educazione, la prossimità e l’ascolto possano diventare leve concrete di cambiamento sociale.

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