Continua ad alimentare polemiche il caso CEFPAS, il Centro per la Formazione Permanente e l’Aggiornamento del Personale del Servizio Sanitario, finito al centro di un acceso dibattito politico e istituzionale dopo le segnalazioni avanzate dalla FP CGIL di Caltanissetta.
La vicenda, già approdata all’attenzione della Commissione parlamentare Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana, riguarda presunte anomalie nella gestione dell’ente e nell’assegnazione di incarichi di collaborazione conferiti nel periodo compreso tra febbraio e aprile, in coincidenza con la recente campagna elettorale. A sollevare il caso è stato il sindacato guidato da Sandro Pagaria, che ha trasmesso un dossier al presidente della Commissione Antimafia dell’ARS, Antonello Cracolici, chiedendo approfondimenti su alcune procedure amministrative e su incarichi ritenuti poco chiari.
In seguito al clamore mediatico, l’assessorato regionale alla Salute ha disposto l’invio di una commissione ispettiva per verificare la gestione del CEFPAS, ente strategico per la formazione sanitaria e manageriale in Sicilia. Tuttavia, la composizione stessa della task force incaricata dei controlli ha generato ulteriori contestazioni.
Secondo quanto riportato da diverse testate regionali e richiamato nel dossier sindacale, tra i componenti della commissione figurerebbe il professionista Riccardo Giammanco, che in passato avrebbe avuto rapporti professionali ed economici con lo stesso CEFPAS.
In particolare, nel 2019 Giammanco avrebbe ricevuto un incarico di docenza da circa 320 ore, per un compenso lordo di oltre 30 mila euro, conferito dal direttore del CEFPAS Roberto Sanfilippo. Nel 2020, inoltre, sarebbe stato coinvolto in attività interne all’ente attraverso un comando parziale disposto dall’ASP di Ragusa.
Circostanze che, pur non mettendo in discussione la legittimità formale degli incarichi ricevuti, hanno alimentato dubbi sull’opportunità della sua presenza nella commissione ispettiva incaricata di verificare proprio l’operato dell’ente con cui aveva collaborato.
Il nodo centrale della vicenda riguarda infatti il principio di imparzialità amministrativa. Le opposizioni e parte del mondo sindacale chiedono chiarimenti sui criteri utilizzati per la nomina dei componenti della commissione e sulle eventuali verifiche preventive relative a possibili conflitti d’interesse.
Il caso coinvolge direttamente anche l’assessorato regionale alla Salute guidato da Marcello Caruso, chiamato adesso a rispondere alle critiche e a chiarire la procedura adottata per la selezione degli ispettori.
Nel frattempo, la Commissione Antimafia dell’ARS ha acquisito la documentazione trasmessa dal sindacato, segnale di un’attenzione politica crescente attorno a una vicenda che rischia di avere ripercussioni sulla credibilità delle attività ispettive regionali.
Il CEFPAS, da anni punto di riferimento per la formazione sanitaria in Sicilia e destinatario di ingenti risorse pubbliche, è stato più volte al centro di tensioni sindacali e polemiche relative alla gestione degli incarichi e delle consulenze.
Ad oggi non risultano comunicazioni ufficiali da parte dell’assessorato regionale o della commissione ispettiva sulle contestazioni sollevate.
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