A Caltanissetta torna al centro del dibattito politico il tema del randagismo.
A sollevare la questione è il consigliere comunale Armando Turturici, che punta il dito contro l’assenza di iniziative da parte dell’amministrazione, a quasi due mesi dalla nomina dell’assessore competente Cristian Genovese.
Secondo Turturici, dall’insediamento dell’assessore non sarebbe stata ancora resa pubblica alcuna linea programmatica né convocati incontri operativi per affrontare un fenomeno che definisce “una vera emergenza”. Il problema, sottolinea, riguarda non solo il numero crescente di animali randagi, ma anche le ricadute economiche sulle casse comunali.
I dati evidenziati parlano di 850 cani ospitati nelle strutture convenzionate al 31 marzo 2026, con una spesa mensile che solo a marzo ha superato i 78 mila euro. Il costo medio di mantenimento di un cane si aggira intorno ai 2,50 euro al giorno, pari a circa 900 euro l’anno per animale. Numeri che, secondo il consigliere, dimostrano l’inefficacia delle attuali politiche, concentrate più sulla gestione dell’emergenza che sulla prevenzione.
Turturici insiste proprio sulla necessità di un cambio di approccio: “Non si può continuare a rincorrere il problema”, evidenzia, proponendo una serie di interventi strutturali. Tra questi, un censimento dei cani di proprietà, incentivi economici per la sterilizzazione, controlli più severi contro l’abbandono e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini. Fondamentale anche, a suo avviso, il coinvolgimento delle associazioni e dei volontari attivi sul territorio.
Particolarmente critica viene definita la situazione relativa ai gatti randagi, per i quali i servizi risultano “quasi inesistenti”. Il consigliere denuncia episodi frequenti di gattini morti sulle strade, spesso non rimossi per giorni, segno di una carenza organizzativa che incide anche sul decoro urbano oltre che sul benessere animale.
Tra le criticità segnalate anche la chiusura, da oltre un anno, della struttura veterinaria pubblica di contrada Firrio, destinata a sterilizzazioni e microchippature. Una mancanza che, secondo Turturici, contribuisce ad aggravare ulteriormente la situazione.
Il consigliere conclude con un monito: ignorare il randagismo significa continuare a pagarne le conseguenze, non solo in termini economici, ma anche sociali e civili. Una problematica che, senza interventi mirati e una visione a lungo termine, rischia di restare irrisolta.
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