Università a Caltanissetta: tra ritardi amministrativi e fondi mancati

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Università a Caltanissetta: tra ritardi amministrativi e fondi mancati

Università a Caltanissetta: tra ritardi amministrativi e fondi mancati

Il tema dell’università a Caltanissetta torna al centro del dibattito politico locale, sollevando interrogativi su ritardi amministrativi e opportunità non colte.

A intervenire è il consigliere comunale Armando Turturici, che accende i riflettori sulle criticità legate alla gestione delle strutture universitarie cittadine e sulle conseguenze per studenti e territorio. Negli ultimi mesi, la questione è riemersa anche a seguito della nomina del nuovo presidente del Consorzio universitario, arrivata dopo oltre un anno di vacanza della carica. Un ritardo che, secondo Turturici, avrebbe rallentato significativamente l’azione dell’ente, incidendo sulla capacità di cogliere occasioni strategiche. Nel frattempo, continuano le segnalazioni degli studenti, alle prese con spazi inadeguati e servizi insufficienti, tra cui la mancanza di una mensa nelle vicinanze delle sedi didattiche.

Sul fronte infrastrutturale, l’amministrazione comunale aveva manifestato l’intenzione di acquisire l’ex palazzo della Banca d’Italia e di rivedere il sistema di gestione delle sedi universitarie di via Re d’Italia e via Real Maestranza. In particolare, era stata annunciata la volontà di concedere tali immobili in comodato d’uso gratuito all’Università di Palermo, che si sarebbe fatta carico degli interventi di adeguamento. Tuttavia, a oggi, questi propositi non hanno trovato attuazione. Nessun contratto di comodato risulta sottoscritto e il sistema attuale continua a comportare costi rilevanti per il Consorzio, con affitti annui che superano complessivamente i 100 mila euro. Parallelamente, non si registrano progressi concreti sull’acquisizione dell’ex sede della Banca d’Italia.

Le conseguenze di tali ritardi si riflettono anche sulla capacità di accesso ai finanziamenti. Recentemente, la Regione Siciliana ha messo a disposizione fondi europei destinati alla riqualificazione delle strutture universitarie, nell’ambito del programma PR FESR Sicilia 2021-2027. Il bando consentiva la partecipazione anche per immobili non di proprietà, purché nella disponibilità degli atenei tramite comodato d’uso. Proprio la mancata formalizzazione di questi accordi ha impedito all’Università di Palermo di candidare le strutture nissene, escludendo di fatto Caltanissetta dai finanziamenti. Diversamente, progetti relativi ad altre sedi, come Palermo e Castelvetrano, sono stati ammessi.

Per Turturici, si tratta dell’ennesima occasione persa per il territorio. Da qui l’appello a un cambio di passo: accelerare la definizione degli accordi con l’università, avviare una programmazione condivisa tra Comune, Regione e ateneo, e monitorare con maggiore attenzione i bandi disponibili. “La fase degli annunci deve lasciare spazio ai fatti”, sottolinea il consigliere, evidenziando come il rilancio del sistema universitario rappresenti un nodo strategico per lo sviluppo della città. L’obiettivo, conclude, è evitare che Caltanissetta continui a restare indietro proprio in un settore chiave per il futuro delle nuove generazioni.

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