“Zoo mafie”, il 15° rapporto. La Sicilia e Caltanissetta fanno scuola

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Presentato il 15° rapporto “Zoo Mafie” della Lega Antivivisezione e vengono chiamati in causa i reati, tra cui maltrattamenti e bracconaggio clandestino, contro gli animali. Chiamata in causa la sicilia e anche Caltanissetta con un aumento dei reati, ma anche dei procedimenti penali che perseguono gli autori. Nella provincia di  Caltanissetta sono stati aperti 63 procedimenti con 37 indagati. Rispetto al 2012, i fascicoli sono aumentati del +7%, passando da 59 a 63, e gli indagati aumentati dell’+3% passando da 36 a 37. In Sicilia si aprono due fascicoli al giorno per reati a danno di animali, uno ogni 12 ore circa. Ogni 14 ore circa un nuovo indagato. Alcune procure non hanno fornito i dati dei reati, mentre la procura di Caltanissetta, quella ordinaria e anche quella per i minori, hanno fornito tutto il materiale necessario alla ricerca.

La “Cupola del bestiame”

Terreni, fabbricati rurali, allevamenti di bovini, di ovini e di suini, aziende di macellazione e vendita della carne: sono tra i beni sequestrati e confiscati in diverse operazioni, solo l’anno scorso, ad esponenti di varie famiglie mafiose siciliane. L’operazione “Nuovo Mandamento”, tra le altre cose, ha consentito di far luce su un’associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata in  “concorso in estorsione aggravata e continuata, concorso in tentata estorsione aggravata e continuata, furto di bestiame”. Le varie relazioni semestrali della DIA citano spesso casi relativi alle infiltrazioni da parte di esponenti della criminalità organizzata nella filiera della zootecnia.

Mattatoi abusivi; macellazione clandestina; abigeato; greggi o mandrie clandestini

Privi di identificazione e codice aziendale; abbattimento, al posto degli animali malati, di esemplari sani ma di valore inferiore e non più produttivi; scambio delle marche identificative degli animali affetti da brucellosi con quelle di animali sani; Truffa aggravata ai danni dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura: fatti accaduti in Sicilia l’anno scorso.

E’ stato largamente dimostrato da numerose indagini sulla criminalità organizzata, che Cosa Nostra manifesta sempre più interesse per il settore agroalimentare, a cominciare dal trasporto delle merci verso i principali mercati dell’Italia centromeridionale – continua Troiano – Monopolizzare il trasporto di tali prodotti significa farli circolare nel territorio nazionale senza un effettivo controllo di autenticità della loro provenienza, oltre che a poter determinare probabili riflessi negativi anche rispetto alla qualità degli alimenti”.


Il contrabbando di Fauna e il bracconaggio

Il traffico di fauna in Sicilia conferma la sua pericolosità, lo dimostrano i fatti accaduti: pulcini di aquila del Bonelli rubati dal loro nido nell’Agrigentino, tartarughe importate illegalmente dalla Tunisia, cardellini e altri uccelli catturati con reti e venduti in mercati abusivi, un’aquila minore tenuta in gabbia, una poiana tenuta illegalmente, un gheppio messo in vendita tramite annunci su Internet. L’uccellagione e la vendita di fauna selvatica, in particolare di cardellini, trovano in Sicilia, soprattutto al mercato Ballarò di Palermo e Messina, mercati illegali molto attivi nei quali sono coinvolti pluripregiudicati. Si registra anche un traffico di fauna selvatica con Malta. Sempre da Malta è stata scoperta una nuova rotta di importazione di cuccioli di cani.

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