Zone economiche speciali, Licata: “Occorre inserire anche le aziende di San Cataldo Scalo e Grottadacqua”

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Esprimo soddisfazione per l’inserimento della zona industriale di Contrada Calderaro tra le Zone Economiche Speciali della Sicilia e non posso non nascondere un certo compiacimento per averne fatto, insieme a tutto il gruppo politico di Orgoglio Nisseno, il primo punto del programma elettorale nelle ultime amministrative e oggi nell’agenda della nostra azione politica.

Un primo passo è stato fatto nel lungo iter che porterà all’utilizzo, anche in Sicilia, di un importantissimo volano di sviluppo, che prevede investimenti in infrastrutture, il credito d’imposta, sgravi fiscali, agevolazioni sul lavoro, ammortamenti per le aziende.

Non si comprende, tuttavia, perché il Governo regionale non abbia considerato anche quella parte di zona industriale nissena ricadente su San Cataldo Scalo dove, come a Calderaro, insistono tantissime aziende   che potrebbero anch’esse beneficiare delle agevolazioni previste dalle Zes.

Così come è miope il mancato inserimento tra le Zes della Sicilia della grande piana di Grottadacqua, già prevista nel piano regolatore predisposto a suo tempo dall’Area di Sviluppo Industriale di Caltanissetta per le sue ideali caratteristiche in termini geologici, olografici, di baricentricità, per di più attraversata dalla grande arteria della SS 640.

In un’ottica più correttamente tripartita della Sicilia, che oltre alla zona occidentale e a quella orientale, preveda anche un’area centrale di pari dignità rispetto alle altre, si potrebbe costruire un ideale asse dello sviluppo che vada dal Porto di Termini Imerese e che, passando per Caltanissetta attraverso le tre zone industriali di C.da Calderaro, San Cataldo Scalo e Grottadacqua, si snodi sino ad arrivare ai tre Porti di Gela, Licata e Porto Empedocle.

Tutto ciò presupporrebbe una politica più coraggiosa e solidaristica che svantaggi inesorabilmente le aree più ricche della Regione, quali quelle di Palermo e Catania, per avvantaggiare quelle più depresse oggi capeggiate dal Centro Sicilia, dando naturale seguito a quello che è lo spirito della normativa europea che ridistribuisce la ricchezza indirizzandola verso le aree più svantaggiate.

In una visione d’insieme che un ente superiore come la Regione dovrebbe avere rispetto alle singole specificità comunali, dopo l’avvenuta perimetrazione del novanta per cento dell’area destinata a Zes per la Sicilia, non mi pare abbia un senso mettere a bando i pochi chilometri quadrati rimasti da localizzare.

Tuttavia, se questa è la volontà regionale, allora siano i Comuni a portare avanti una strategia di sviluppo ed, in particolare, quelli di Caltanissetta e Serradifalco, rispettivamente competenti territorialmente per l’area industriale di San Cataldo Scalo e per quella di Grottadacqua, facciano fronte comune partecipando al bando di prossima pubblicazione, nella consapevolezza che il chilometro quadrato di Zes ancora necessario é  importante, non solo per i Comuni su cui queste due aree ricadono, ma anche e soprattutto per tutti quei comuni ricompresi nell’area vasta del Centro Sicilia.

Salvatore Licata

Orgoglio Nisseno

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