“Il problema è… che tutti i nostri figli vanno via da qui”. Riportando la domanda quasi trattenuta in gola, rivoltagli da una madre, una professionista, durante la presentazione del suo libro a Marsala, Pietrangelo Buttafuoco ha fatto riflettere, imbarazzando molti, il pubblico nisseno alla presentazione del suo ultimo libro, “Strabuttanissima Sicilia” edito da “La nave di Teseo”.

IMG_5859Un pubblico numerosissimo alla biblioteca Scarabelli di Caltanissetta per l’incontro organizzato dall’Officina Leonardo Sciascia del Polo Civico e moderato dalla giornalista Ivana Baiunco.

Nella sala hanno risuonato le parole tratte da alcuni brani del libro, lette da Maurizio Diliberto, dopo la presentazione del responsabile dell’Officina, Ruben Giamporcaro.

“I nostri figli vanno via”. Un problema che in Sicilia si va a rappresentare ad uno scrittore, non al politico di turno. Una realtà che Buttafuoco ha raccontato descrivendo la desertificazione di numerosi centri minori dell’Isola. Un’Isola che “ha il doppio del doppio del doppio del doppio delle coste delle Canarie” che però vantano un afflusso di visitatori esponenzialmente superiore.

“Chiunque vinca le elezioni in Sicilia, si presenti al cospetto dei taccuini ed alle autorità e invece di dire: “Vi do lettura della nova giunta”, deve avviare una due diligence. La gestione fallimentare della cosa pubblica. Abbiamo bisogno di copiare le cose quando funzionano e l’esempio che fa scuola è quello di Detroit”, ha spiegato Buttafuoco. “Una città che è stata ed è il polmone dell’economia statunitense. Stretta nella morsa della criminalità, soffocata da un’asfissia morale, travolta dalla corruzione, impoverita. E noi sappiamo di cosa si sta parlando. Accade che il governatore appena eletto avvia la pratica di due diligence. Oggi Detroit è tornata ad essere il volano dell’economia. Sono meccanismi da attuare che funzionano”.

Quindi una dichiarazione di fallimento, per far ripartire una terra che “è un inferno”. “Chiunque vincerà non sarà una svolta”.

Una dichiarazione di fallimento che secondo lo scrittore e giornalista consentirebbe alla Sicilia di sedere nei tavoli senza il peso delle clientele da sistemare. Come nel caso delle compagnie aree che garantiscono i collegamenti “e che ricevono dalla Sicilia dei soldi”. Buttafuoco ha fatto l’esempio delle Canarie, dove il costo di un biglietto aereo da qualsiasi angolo dell’Europa per raggiungerle non supera i 300 euro, mentre la tratta che da Roma porta in Sicilia può arrivare a costare milletrecento euro a persona. Il problema è che “il politico siciliano, quando siede a trattare con le compagnie aeree, ha almeno cento clienti da sistemare”.

In vari modi Buttafuoco ha sferzato i politici facendo quelle che ha definito “domande cretine”. Prendendo come esempio quattro o cinque luoghi simbolo come Vendicari, Taormina, il parco dello Zingaro, Morgantina e chiedendosi come sia possibile che la Sicilia non sia la prima per numero di visitatori.

 

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