Voto di scambio politico-mafioso. Ai domiciliari il sindaco uscente di Niscemi Francesco La Rosa

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La Polizia di Stato di Caltanissetta nelle prime ore di stamane ha eseguito nove ordinanze di custodia cautelare in carcere per i reati di associazione di tipo mafioso e scambio elettorale politico – mafioso emesse dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia.

Le indagini dei poliziotti della squadra mobile unitamente a quelli del Commissariato di Niscemi e Gela, hanno permesso di accertare che appartenenti all’organizzazione criminale mafiosa “Cosa nostra” di Niscemi e di Gela si incontravano in aperta campagna per discutere degli accordi politico-mafiosi.

 

L’indagine coinvolge tra gli altri il boss di Niscemi Giancarlo Giugno, già detenuto, e l’ex sindaco Francesco La Rosa, candidato anche in questa tornata e sconfitto al ballottaggio di domenica scorsa, entrambi arrestati oggi dalla polizia di Stato, nonchè il presunto capomafia di Gela Alessandro Barberi, da tempo recluso in carcere. “Il patto è stato sottoscritto – spiega all’AGI il capo della Squadra mobile Marzia Giustolisi – in vista delle elezioni del 2012 e ha certamente condizionato l’amministrazione in questi anni. Su questo si è focalizzata la nostra inchiesta. Da una parte i boss di Niscemi e Gela, dall’altro La Rosa e altri amministratori e suoi collaboratori”.

Tra gli arrestati, infatti, anche un ex consigliere della lista di La Rosa e due esponenti del suo entourage politico. In tutto nove le ordinanze di custodia cautelare per i reati di associazione mafiosa e scambio elettorale politico-mafioso emesse dal Gip del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Dda.

Proprio ieri al Municipio di Niscemi c’era stato il passaggio di consegne tra il sindaco uscente, Francesco La Rosa e il neo eletto Massimiliano Conti che ha vinto il ballottaggio di domenica scorsa con il 58,4% delle preferenze contro La Rosa. Conti, che non ha ancora prestato giuramento davanti al consiglio comunale (lo farà alla prima seduta) per un frangente era stato assessore di La Rosa prima di abbandonare la giunta, dimettendosi a settembre del 2015.

Queste ultime consultazioni comunali non sono oggetto dell’inchiesta della Dda della Procura di Caltanissetta. Per quattro l’ordinanza prevede il carcere, per gli altri cinque gli arresti domiciliari, tra questi La Rosa.

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