Voleva prendere il treno per recuperare i libri a Palermo. Studentessa universitaria rimandata a casa dalla Municipale

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Voleva andare a Palermo in treno per recuperare dalla propria abitazione i libri delle materie d’esame ma è stata rimandata indietro dagli agenti della Polizia Municipale che presidiano i controlli alla stazione centrale di piazza Roma e in quella di contrada Xirbi.

“Ieri si è presentata una situazione particolare – racconta il comandante Diego Peruga -. Una studentessa voleva prendere il treno per Palermo per ritirare dei libri nella sua abitazione autocertificando la circostanza come stato di necessità ma si è stabilito che non lo era”. In effetti è comprensibile l’ansia di uno studente universitario che si trova senza i libri di testo mentre gli appelli delle materie d’esame continuano a correre in modalità remota tramite internet. Ma gli agenti della municipale, dal canto loro, non potevano avallare la motivazione come stato di necessità alla luce delle misure di contenimento che impongono a tutti di restare a casa per fermare il contagio.

Le due stazioni ferroviarie sono ormai presidiate dalla Polizia municipale dopo una disposizione del questore che ha dispensato i pochi agenti della Polizia ferroviaria in servizio alla luce dell’età avanzata e di disturbi di salute pregressi che li rendevano particolarmente suscettibili di complicaizoni in caso di contagio. Sono poche le corse dei treni rimaste attive e nelle poche carrozze che transitano da Caltanissetta i passeggeri si contano sulla punta delle dita di una mano. “La media della scorsa settimana è di cinque o sei passeggeri al giorno” spiega il comandante della Polizia municipale di Caltanissetta.

Negli ultimi giori le segnalazioni di persone trovate fuori casa senza giustificate ragioni sono aumentate. “Ho le pattuglie impegnate sul territorio. Non ci sono particolari indicazioni ma solo la sensazione che si inizia a rivedere più gente per strada. E’ una percezione che corrisponde anche a una serie di segnalazioni. Verifichiamo quindi in strada se effettivamente queste persone ne hanno titolo e rientrano nella casistica prevista dalle norme – spiega ancora Peruga -. I casi sono solo tre: necessità impellenti come fare la spesa, acquistare farmaci o accudire animali d’affezione che si trovano in luogo diverso da quello di residenza. Ragioni di lavoro e salute. Tolte queste ragioni c’è l’obbligo di restare a casa”.

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