Viveva a Caltanissetta la banda del rame più pericolosa della Sicilia. Quattro ai domiciliari

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All’alba di questa mattina i Carabinieri del Comando Provinciale di Enna e Caltanissetta, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Enna, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari, emessa dal Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di quattro cittadini rumeni residenti a Caltanissetta.

VICOL NitiiGli arrestati sono Mateiuc Valentin Alin classe 1987, Nitii Constantin classe 1989, Botezatu Cezar-Vasile classe 1980 e Vicol Mihai Gabriel classe 1989. Tutti ritenuti responsabili dei reati di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato, ricettazione.

L’articolata attività investigativa, avviata e condotta in campo dai militari dell’Arma delle Stazioni di Sperlinga (EN) e Villadoro (EN), ha consentito di individuare l’esistenza di un gruppo di individui di nazionalità rumena, dedito alla commissione di furti di conduttori di energia elettrica in rame, furti in abitazione rurale, i quali, seguendo un “modus operandi” consolidato e ben organizzato, riuscivano a sottrarre ingenti quantitativi di rame.

“L’operazione – fanno notare gli investigatori – ha permesso la disarticolazione di una tra le bande più organizzate della Sicilia dedite ai furti di rame, quest’ultimo diventato orami un fenomeno criminale dilagante e di elevato allarme sociale di recente evidenziato, ad Agrigento, dall’attuale ministro degli Interni Angelino Alfano”. Le indagini dei Carabinieri, su direttive della Procura della Repubblica, tuttora proseguono al fine di accertare eventuali altre corresponsabilità.

L’indagine, convenzionalmente denominata “CUPRO PREDONES” (predoni del rame), nasce nel mese di dicembre del 2013, a seguito dell’arresto del cittadino rumeno Buciu Alexandru classe 1969, quest’ultimo veniva sorpreso, la notte tra il 07 e l’8Mateiuc dicembre, a bordo di una autovettura in sosta in una strada del piccolo centro abitato di Sperlinga (EN). A bordo del mezzo, i Carabinieri rinvenivano attrezzi utili a tranciare cavi elettrici di rame. Successive indagini permettevano di accertare che poco prima in località Mancipa del Comune di Nicosia e Contrada Cicera del Comune di Sperlinga, il Buciu unitamente ad altri connazionali, poi identificati negli odierni arrestati, avevano asportato dalla rete elettrica Enel, 40 campate di filo elettrico in rame. Le attività investigative, svolte attraverso attività tecniche, pedinamenti e l’audizione di testimoni ha consentito anche di far luce su altri due episodi di furto in abitazioni private verificatisi nella stessa nottata in Contrada Cannella del Comune di Nicosia, commessi dagli stessi arrestati.

L’elemento di maggiore rilievo che con la presente indagine viene rilevato è l’esistenza di una organizzazione criminale composta da 13 persone tra rumeni ed italiani (alcuni posizioni sono ancora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria), dedita ai furti di rame. Ci troviamo di fronte ad un gruppo costituito da più soggetti che operano nell’ambito di una struttura a carattere stabile, al fine di attuare un programma criminoso consistente nella commissione di reati contro il patrimonio, in particolare furti di rame e furti in abitazioni private. Il capo e il promotore di questa organizzazione è il rumeno METEIUC, quest’ultimo decide il luogo e la data in cui deve avvenire il furto, che fornisce le direttive agli altri indagati su come comportarsi, è lui che provvede a remunerare gli altri complici, è lui che tiene i rapporti con i ricettatori della provincia di Messina per vendere il rame rubato a 4 euro al kg. Gli altri associati sono perfettamente consapevoli dell’esistenza della consorteria criminale, nonché dell’apporto dato da ciascuno all’attività delittuosa, come si evince dalla puntuale e consolidata organizzazione delle modalità operative dell’attività illecita.

BUCIU BOTEZATUCiascuno dei componenti della banda, divisi addirittura in squadre, come nell’episodio del 7-8 dicembre 2013, ha infatti un proprio ruolo determinato e collabora insieme agli altri nell’attività criminale. Il BUCIU e il VICOL hanno svolto il ruolo di autisti e di vedette avendo il compito anche di avvertire il capo banda in caso di arrivo delle forze dell’ordine; il NITII e il BOTEZATU sono quelli che si occupano di tagliare il rame, “i professionisti del taglio del rame “, mentre gli altri collaborano nel caricare e trasportare il rame rubato. L’associazione può contare su altri compartecipi e diversi mezzi in caso di necessità; Gli accorgimenti adottati per evitare di essere sopresi dalle forze dell’ordine, denotano che il furto del 7-8 dicembre non era un episodio isolato: ciascuno dei componenti della banda portava degli indumenti di ricambio, da indossare al termine dell’attività criminosa al posto di quelli sporchi, ad eccezione degli autisti, che rimanendo in macchina, non ne avevano bisogno. Tutti i componenti utilizzavano diversi telefoni, con schede intestate a diverse persone. Anche il notevole parco autovetture di cui dispone il gruppo, tutte di considerevole valore economico, possono trovare l’unica spiegazione plausibile con i proventi di un’attività criminale organizzata e continua. Tale circostanza conferma l’esistenza di un programma criminoso durevole nel tempo.

Nel corso delle operazioni sono state anche sequestrate le seguenti autovetture ritenute provento dell’attività delittuosa (BMW X5 3.0 D – CHRYSLER GRAND VOYAGER 2.5 TD – FIAT BRAVO – LANCIA THESIS 2.4 JTD – AUDI A6 2.5 V6 TDI – BMW SERIE5 530D – AUDI A4 1.9 TDI – HONDA CB 600F HORNET – OPEL TIGRA – AUTOCARRO FIAT 35 – AUTOCARRO MERCEDES SPRINTER)

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