Violenza su studentessa, rimesso in libertà il secondo di sette fermati. Cinque rimangono in cella

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Il caso della studentessa ventenne vittima di violenza sessuale, sequestro di persona e sfruttamento della prostituzione.

Mentre rimangono in carcere i cinque stranieri arrestati il 29 novembre scorso dai carabinieri, anche Prince Osayande Testimore 36 anni nigeriano, dopo Maar Abdulaye, 30 anni del Gambia, è stato rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame a cui si era rivolto il suo legale di fiducia, l’avvocato Giovanni Annaloro, per impugnare l’ordinanza di custodia del Gip.

Per il 36enne le accuse erano ancor più gravi del gambiano,  indagato per violenza sessuale, e andavano dallo sfruttamento della prostituzione al sequestro di persona, oltre ad essere indicato quale capo di un’organizzazione.

Essendo stato rimesso in libertà senza alcuna prescrizione o obbligo, l’annullamento dell’ordinanza per il 36enne nigeriano sembra basarsi sull’ estraneità dell’uomo, stando agli atti finora a disposizione. Il nigeriano, da tempo residente in città, era stato arrestato alcuni giorni dopo i primi cinque fermi di indiziato di delitto che seguirono la denuncia della giovane universitaria ventenne di San Cataldo. Prince Testimore è al momento indagato a piede libero come il 30enne gambiano Maar Abdulaye, foto-arrestatimentre rimangono in cella Cross Agbai di 34 anni – proprietario della casa di via Mussomeli dove la ragazza sarebbe stata segregata e violentata per 5 giorni – Majesty Wibo di 31, Lucky Okosodo di 23, Lawrence Ko Oboh di 40 e Amaize Ojeomkhhi, di 27 anni.

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