Violenza su studentessa, indagini serrate. Altri due sospettati

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Proseguono le indagini della Procura di Caltanissetta, con i Carabinieri del Nucleo operativo radiomobile, dopo i cinque fermi per indiziato di delitto nei confronti di nigeriani ritenuti gli autori di abusi e violenza sessuale su una giovane studentessa universitaria di 20 anni.

La ragazza sarebbe rimasta per quattro giorni, da domenica 22 notte a venerdì, in un’abitazione fatiscente del rione Saccara, preda dei cinque soggetti, di cui tre con precedenti, e almeno in un caso fatta oggetto di prostituzione.

Il giudice, infatti, dovrà stabilire oggi se convalidare altri due fermi operati nella giornata di ieri dai Carabinieri nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore capo Lia Sava, che ha imposto il massimo riserbo a tutela della ragazza vittima di violenza.

Gli esami clinici hanno dato esito positivo, la ragazza ha subito violenza. Su questo gli investigatori sono certi, così come sulla sua permanenza in quella casa di via Mussomeli dalla quale la giovane è fuggita venerdì, recandosi insieme alla famiglia a denunciare tutto alla Tenenza dei Carabinieri di San Cataldo.

Ciò che le indagini, in pieno svolgimento, dovranno accertare sono le diverse responsabilità nella vicenda. Responsabilità che appaiono sin d’ora differenziate, tra chi ha materialmente praticato violenza sessuale e chi si è prestato a “controllare” la giovane fino ad arrivare a chi, forse ignaro della reale situazione, avrebbe pagato per un rapporto sessuale.

Di certo c’è anche che le analisi del sangue, come riferito dalla giovane vittima, hanno confermato la presenza di stupefacenti, somministrati per renderla inoffensiva. A casa dei cinque indiziati di delitto i Carabinieri hanno trovato solo hascisc, che non è una droga dello stupro.

foto arrestatiAltre conferme arrivano dalle decine di interrogatori in questi giorni fatti dalla Procura. Soprattutto tra gli amici della ragazza che hanno confermato la festa in un casolare di campagna e la circostanza che la giovane si sarebbe poi sentita male, perdendo i sensi.

Alcuni l’hanno poi cercata al telefono, così come i genitori, in particolare la madre, ripetutamente, fino ad arrivare a chiedere aiuto ai Carabinieri.

Gli indagati negano ma Cross Agbai di 34 anni, Majesty Wibo di 31, Lucky Okosodo di 23, Lawrence Ko Oboh di 40 e Amaize Ojeomkhhi, di 27, restano in carcere. Il Gip ha convalidato i fermi e non ha creduto alla versione a loro discolpa.

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