Violenza di gruppo su minore a Niscemi. Tra aguzzini uno dei carnefici di Lorena Cultraro

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ViolenzaNella mattinata di oggi, giovedì 18 ottobre, si sono svolti presso la Procura della Repubblica del Tribunale per i minorenni di Catania, gli interrogatori di garanzia a carico di tre soggetti di Niscemi, incensurati, tutti indagati a piede libero, insieme ad un quarto, del reato di violenza sessuale di gruppo, fatto commesso nei primi mesi del 2007 a Niscemi in danno di una ragazza allora sedicenne. Tutti, alla presenza dei loro legali, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Dei quattro, tutti all’epoca minorenni, uno di loro lega il proprio nome alla drammatica vicenda conclusasi con l’omicidio della povera Lorena Cultraro, uccisa nel 2008 a Niscemi da tre giovani che attualmente stanno scontando la loro pena per violenza sessuale ed omicidio. Trattasi di Domenico Di Modica, di 22 anni, condannato a vent’anni. L’indagine è stata condotta dal Commissariato di Polizia di Niscemi, guidato dal Commissario capo Antonio Migliorisi, dietro direttive del sostituto procuratore della Repubblica dott.ssa Barbagallo, e si è avvalsa di accertamenti tradizionali nonché di intercettazioni, raccogliendo gravi indizi a carico dei quattro giovani. La triste storia è venuta alla luce solo dopo cinque anni quando la vittima, di cui per ovvi motivi di riservatezza non viene fornito il nominativo, ha trovato il coraggio di raccontare i fatti alla famiglia e di denunciarli alla Polizia. A distanza di cinque anni, i poliziotti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato sono riusciti a far emergere gravi indizi a carico dei quattro giovani, di cui tre sono incensurati.

Una sera dei primi mesi del 2007, mentre la vittima si apprestava a fare rientro a casa da un parco giochi, veniva avvicinata da due suoi conoscenti, il Di Modica appunto ed un altro, i quali la caricavano su un ciclomotore, portandola in un’abitazione di periferia all’epoca in costruzione, ove trovavano altri due giovani tra cui il proprietario che, provvisto di chiavi, permetteva l’ingresso. All’interno si consumava il dramma subìto dalla sedicenne vittima dei quattro che, a turno, le usavano violenza sessuale. Solo al termine della macabra sequenza, la giovane veniva lasciata libera di andar via e di far rientro a casa, nascondendo alla propria famiglia quanto accaduto, non senza aver prima subito minacce di ritorsioni se avesse raccontato quanto subìto.

Il processo a carico dei quattro entra dunque nella fase più delicata.

L’indagine ha avuto inizio nel mese di febbraio di quest’anno ed ha preso il nome di “colpo di coda” perché vede appunto un indagato in comune con la terribile vicenda di Lorena Cultraro.

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