Vino: da Bruxelles nuovo Pacchetto di interventi, Pellegrino (FI), strumenti utili per settore

Il Parlamento europeo, riunito in seduta plenaria, ha approvato in via definitiva il nuovo “Pacchetto vino”. Con 625 voti favorevoli, 15 contrari e 11 astensioni, si conclude così l’iter legislativo avviato a fine 2024, che introduce un insieme di norme e misure di sostegno per il settore vitivinicolo europeo. Entro pochi giorni, col voto formale del Consiglio dell’Unione Europea, il testo andrà in pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’UE. Ne dà notizia Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’ARS, da sempre impegnato per il sostegno al settore vitivinicolo e che nei prossimi giorni si recherà a Bruxelles proprio per perorare la causa del comparto in fase di attuazione delle nuove norme e che subito dopo incontrerà i rappresentanti del settore.

Quello vitivinicolo è un comparto che, in Sicilia, rappresenta un pilastro economico e occupazionale fondamentale. Con una produzione che nel 2024 ha sfiorato i 2,74 milioni di ettolitri, pari a circa il 5,7% del totale nazionale, l’Isola si conferma tra le regioni vitivinicole più rilevanti d’Italia. Il valore economico diretto della filiera – che comprende produzione, trasformazione e commercio – è stimato tra i 700 e i 900 milioni di euro all’anno. Se si considera l’indotto, dalla logistica alla distribuzione fino all’enoturismo, l’impatto complessivo sul Pil regionale raggiunge almeno i 2,5 miliardi di euro annui. Sul fronte occupazionale, le stime parlano di circa 20.000 addetti diretti equivalenti a tempo pieno, numero che sale a circa 50.000 se si includono anche i posti di lavoro indiretti e dell’indotto. Numeri che testimoniano quanto il destino del settore sia cruciale per l’economia e la coesione sociale dell’Isola, in particolare per il territorio trapanese.

Il Pacchetto Vino approvato dal Parlamento introduce tutta una serie di importanti novità

Cambiano le regole per le etichette dei vini a basso contenuto di alcol e senza alcol. Infatti, la scritta “analcolico” con l’indicazione “0,0%” si potrà usare solo per i vini che contengono alcol in quantità praticamente pari a zero (non oltre lo 0,05%), mentre per i vini con gradazione alcolica superiore (ma ridotta almeno di un terzo rispetto al vino originale) l’etichetta dovrà riportare la dicitura “a ridotto contenuto alcolico“. Il provvedimento prevede anche l’introduzione di un’etichetta digitale standardizzata, accessibile tramite QR code, in modo da avere le stesse regole in tutti i paesi europei.

Gestione e l’uso dei contributi comunitari

Importanti novità anche per la gestione e l’uso dei contributi comunitari, che potranno essere impiegati anche per l’estirpazione definitiva dei vigneti, mentre viene introdotto un tetto del 25% dei fondi per il sostegno alla distillazione e alla vendemmia verde. In caso di calamità naturali o eventi climatici estremi, sono previsti elementi di flessibilità e risorse aggiuntive per gli agricoltori colpiti. Un sostegno importante viene previsto sul fronte della promozione, per le misure di sostegno alla crescita nelle aree rurali e per la promozione dei vini di qualità fuori dall’Unione Europea. Il cofinanziamento UE potrà arrivare fino al 60% delle spese sostenute, con ulteriori fondi che potranno essere integrati dai singoli Stati. Anche per l’enoturismo arrivano novità importanti con la possibilità per i produttori di accedere a finanziamenti per iniziative informative e promozionali – come pubblicità, eventi, mostre e studi – con un sostegno previsto per un ciclo di tre anni, rinnovabile due volte, fino a un massimo di nove anni complessivi.

Pellegrino, strumenti importanti per affrontare sfide

Il capogruppo di Forza Italia esprime il proprio apprezzamento per il lavoro svolto a livello europeo: “questo pacchetto di norme fornisce al comparto vitivinicolo strumenti importanti per affrontare le sfide del presente e del futuro, dalla gestione delle crisi climatiche alla promozione internazionale, passando per l’innovazione nell’etichettatura. Queste norme riflettono anche il lavoro fatto dalla nostra rappresentanza in Europa, che ha portato le istanze di un settore che per la Sicilia, e per il territorio trapanese in particolare, non è solo un pilastro economico, ma un elemento costitutivo della nostra storia, della nostra cultura e della nostra identità sociale. I numeri del comparto in Sicilia parlano chiaro: parliamo di migliaia di aziende, decine di migliaia di posti di lavoro e un impatto economico che vale diversi miliardi. Tutelare e sostenere questo settore significa tutelare una parte fondamentale della nostra regione. Tuttavia – prosegue Pellegrino – condivido pienamente le perplessità che arrivano dal mondo produttivo e cooperativo. Ci sono aspetti, come la mancata estensione di alcune aliquote agevolate o la gestione dei fondi inoptati, che rischiano di ridimensionare la portata di un intervento comunque positivo. Il mio giudizio è quindi di cauto ottimismo: la direzione è quella giusta, ma sarà nella fase dell’applicazione concreta delle norme che si misurerà la loro reale efficacia per i nostri viticoltori“. “Per questo – annuncia il parlamentare azzurro – nei prossimi giorni sarò a Bruxelles per incontrare gli uffici europei che curano il settore. Il mio obiettivo è portare direttamente all’attenzione della Commissione la voce, le idee e le proposte del comparto siciliano. Dobbiamo essere vigili e presenti per garantire che le misure approvate si traducano in opportunità di sviluppo per i nostri territori e per le nostre imprese, e per continuare a migliorare il quadro normativo laddove serva maggiore incisività. La Sicilia viticola, con la sua straordinaria biodiversità e le sue varietà autoctone, deve giocare un ruolo da protagonista in Europa“.

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