Via D'Amelio, un'altra conferma: "Agenti dei servizi sul luogo dopo l'esplosione"

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Subito dopo la strage di via d’Amelio, un poliziotto, Giuseppe Garofalo (sentito per la prima volta dai magistrati nel 2005), all’epoca in servizio alla sezione Volanti della Questura di Palermo, fu avvicinato da una persona che disse di appartenere ai servizi. A riferirlo è stato lo stesso agente, deponendo oggi a Caltanissetta al processo Borsellino quater. “Non ricordo tuttavia -ha detto il teste- se questa persona mi chiese qualcosa a proposito della borsa del giudice Borsellino o se lui era già in possesso della borsa. Lo lasciai andare solo perché mi esibì i documenti. Questa persona io non l’ho più vista. Era di altezza media, carnagione chiara, pochi capelli e indossava una giacca. Questo è un particolare che ha attirato la mia attenzione perché eravamo in estate. E’ stato un contatto duro, veloce. Il nostro obiettivo era salvare le persone che vivevano in quel luogo perché per i nostri colleghi non c’era più nulla da fare”.
 

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