Via D'Amelio. "La verità non s'ha da fare?". Csm apre pratica su Scarpinato per lettera a Paolo Borsellino

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Scarpinato e LariSembra quasi kafkiano ciò che sta accadendo in queste settimane. Un sistema impalpabile che sembra ostacolare per inerzia la ricerca della verità sulla stagione delle stragi e in particolare sulla strage di Paolo Borsellino e degli agenti della scorta. La prima commissione del Csm, che si occupa di trasferimenti d’ufficio dei magistrati per incompatibilità ambientale, ha aperto un fascicolo sul Procuratore Generale della Corte d’Appello di Caltanissetta, Roberto Scarpinato. A chiedere l’apertura della pratica il consigliere del PDl, Nicolò Zanon, Costituzionalista di rango, che ha giudicato gravi le affermazioni di Scarpinato pronunciate in occasione del ventesimo anniversario di via D’amelio a Caltanissetta, nell’aula magna del Tribunale, in una simbolica lettera a Paolo Borsellino. In questa lettera Scarpinato dice niente meno e niente più di quello che va ripetendo da anni. Ci sono numerose interviste  in cui Scapinato dice le stesse cose. Cosa ha detto il Procuratore Generale?  “E’  imbarazzante” partecipare alle cerimonie ufficiali per le stradi di Capaci e di via D’Amelio per la presenza “talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorita”‘, di “personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione” dei valori di giustizia e di legalita’ per i quali Borsellino si e’ fatto uccidere; “personaggi dal passato e dal presente equivoco”, le cui vite, aveva aggiunto riprendendo un’espressione di Borsellino, “emanano quel puzzo del compromesso morale” e attorno a cui si accalcano “piccoli e grandi maggiordomi del potere, questuanti pronti a piegare la schiena e a barattare l’anima”. Ma forse il passaggio che ha fatto scattare la preoccupazione di taluni è un altro. alla fine della lettera, Scarpinato afferma:

Roberto Scarpinato“Pochi minuti dopo l’esplosione in Via D’Amelio mentre tutti erano colti dal panico e il fumo oscurava la vista, hanno fatto sparire la tua agenda rossa perché sapevano che leggendo quelle pagine avremmo capito quel che tu avevi capito. Hanno fatto sparire tutti i documenti che si trovavano nel covo di Salvatore Riina dopo la sua cattura. Hanno preferito che finissero nella mani dei mafiosi piuttosto che in quelle dei magistrati. Hanno ingannato i magistrati che indagavano sulla strage con falsi collaboratori ai quali hanno fatto dire menzogne. Ma nonostante siano ancora forti e potenti, cominciano ad avere paura.
Le loro notti si fanno sempre più insonni e angosciose, perché hanno capito che non ci fermeremo, perché sanno che è solo questione di tempo. Sanno che riusciremo a scoprire la verità. Sanno che uno di questi giorni alla porta delle loro lussuosi palazzi busserà lo Stato, il vero Stato quello al quale tu e Giovanni avete dedicato le vostre vite e la vostra morte. E sanno che quel giorno saranno nudi dinanzi alla verità e alla giustizia che si erano illusi di calpestare e saranno chiamati a rendere conto della loro crudeltà e della loro viltà dinanzi alla Nazione”.

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