Via D’Amelio. Il Prefetto Cucinotta: “mai sufficienti le parole per descrivere l’importanza di Borsellino”.

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Organizzata dall’ANM di Caltanissetta ed alla presenza delle massime autorità civili e militari, si è svolta nell’Aula Magna del Tribunale di Caltanissetta, la commemorazione del giudice Paolo Borsellino ucciso assieme agli uomini della scorta il 19 luglio 1992.
Intervento del Prefetto Maria Teresa Cucinotta (6)Nonostante siano già trascorsi 23 anni, non si avvertiva alcuna retorica nelle parole di coloro che ne hanno tracciato, in sintesi, la sua breve vita di uomo e di Magistrato.
A prendere per primo la parola, il Presidente della Corte d’Appello dott. Salvatore Cardinale che, dopo una breve introduzione ha lasciato la parola al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, dott. Fernando Asaro.
“Uomo e magistrato prima di tutto – ha detto durante il suo intervento – prima di ogni altro impegno fuori dal mondo giudiziario. Non conferenziere, non scrittore, non uomo da palcoscenico o da salotti, da TV o da giornali. Prima il lavoro. Prima ancora – addirittura – dei  figli e poi il resto”.
Ha continuato, poi, descrivendolo come uomo dotato di autorevolezza e rispettato  non per il lavoro svolto ma per l’esemplare condotta di magistrato “autonomo e indipendente” anche dalle sue simpatie e antipatie, dalle sue scelte personali e dalle sue amicizie che sapeva tenere separate dalla sua vita giudiziaria.
Intervista a S.E. il Prefetto Maria Teresa Cucinotta

“Io sono qua – ha detto il Prefetto Maria Teresa Cucinotta, prendendo la parola – per rendere una testimonianza perché su Paolo Borsellino e su Falcone non ci sono più parole. Se ne sono spese tantissime e non saranno mai sufficienti per descrivere  l’importanza di una persona”.
Ha poi parlato della sua amara esperienza alla Prefettura di Palermo quando, il 23 maggio 1992, giorno dell’uccisione di Giovanni Falcone e da sx l'avv.  Pier Luigi Zoda, il dott. Antonino Porracciolo, il col. GdF Pier luigi Sozzo, il col. CC Angelo De quarto ed il Questore Bruno Megale (2)della sua scorta, era il funzionario di turno e quindi visse direttamente il trauma di quei momenti che rivissero, da lì a poco, con la morte di Paolo Borsellino. A conclusione del suo intervento, il Prefetto Cucinotta, rivolgendosi al dott. Salvatore Cardinale, ha elogiato la Corte d’Appello per il lavoro egregio che sta svolgendo.
“Come il Prefetto – ha detto il dott. Fabio D’Anna, Procuratore Generale f.f.- voglio portare una mia testimonianza. Faccio parte, l’ho già detto altre volte, della generazione dei magistrati che si è formata sotto gli esempi del dott. Livatino, del dott. Borsellino e del dott. Falcone. Debbo dire che il sacrificio del dott. Borsellino, forse più di quello del dott. Falcone, ha rafforzato in noi un proposito: ci ha resi più determinati perché, al di là di quello che si è detto, il dott. Borsellino ha dimostrato una cosa fondamentale e cioè che non bisogna avere paura. Oltre ad essere bravi, oltre ad essere onesti, oltre ad essere integerrimi, occorre non avere paura”.
Intervente della d.ssa Maria Carmela Giannazzo, Pres. di sezione del TribunaleIntervenendo in sostituzione del Presidente del Tribunale Dall’Acqua, la d.ssa Maria Carmela Giannazzo  – ultima in ordine temporale a prendere la parola – ha espresso commossa e riverente partecipazione alla commemorazione di Borsellino e degli uomini della scorta i cui nomi ha voluto elencare uno per uno. Un bel gesto di rispetto verso coloro che, rimanendo nell’ombra,  rischiano la vita tutti i giorni.
“Fedeli servitori dello Stato – ha detto – che lo Stato non è riuscito a proteggere. Ancora a 23 anni di distanza da quella strage, noi ci chiediamo – e non sappiamo – se le Istituzioni di allora non hanno potuto o voluto salvare questi loro figli”. Parole forti, dunque, quelle della d.ssa Giannazzo che non possono non richiamare alla mente le parole dure e impietose  pronunciate dal Procuratore Generale Roberto Scarpinato, il 19 luglio del 2012, leggendo una “lettera” a Paolo Borsellino.
In quella lettera, oggetto di “fastidi” ed anche di critiche, Il dott. Scarpinato auspicava che alle cerimonie ufficiali non partecipassero alcuni “personaggi dal passato e dal presente equivoco le cui vite – sono parole sue  – emanano quel puzzo del compromesso morale che tu tanto aborrivi e che si contrappone al fresco profumo della libertà”.
“Se fosse possibile  – continuava il Procuratore Scarpinato – verrebbe da chiedere a tutti loro di farci la grazia di restarsene a casa il 19 luglio, di concederci Intervento del dott. Fernando Asaro presidente ANM di Caltanissetta (2)un giorno di tregua dalla loro presenza. Ma, soprattutto, verrebbe da chiedere che almeno ci facessero la grazia di tacere, perché pronunciate da loro, parole come Stato, legalità, giustizia, perdono senso, si riducono a retorica stantia, a gusci vuoti e rinsecchiti”.
Ciò che alimenta la speranza di un mondo e di un domani migliori è quella realtà costituita dai ragazzi di oggi, maturi, consapevoli e responsabili. Quei ragazzi che formeranno la classe dirigente di domani e che, ne siamo convinti, non permetteranno che altri “ Falcone e Borsellino”, cadano ancora nell’adempimento del proprio dovere.
Nota della Redazione:
a tutti coloro che volessero scaricare una o più foto pubblicate nell’articolo e/o nella fotogallery seguente, per farne uso pubblico, ricordiamo di citare la fonte “Radio Cl1″                                                                              
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