Via d'Amelio, funzionari indagati. M5S chiede ispezione ministeriale in Procura

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A che punto sono le indagini sul depistaggio per la strage di Via D’Amelio, sui tre funzionari di Polizia Vincenzo Ricciardi, Mario Bo e Salvatore La Barbera. Con questi interrogativi i deputati nazionali del Movimento 5 Stelle Giulia Sarti e Francesco D’Uva, che siedono in commissione antimafia, e il deputato Vittorio Ferraresi, chiedono al ministro della Giustizia, Orlando, se non sia il caso di disporre un’ispezione alla procura della Repubblica di Caltanissetta. Dal 22 marzo 2013 è in corso il dibattimento del processo Borsellino quater sulla strage di D’Amelio del 19 luglio 1992 che vede imputati davanti alla Corte d’assise di Caltanissetta i boss di Cosa Nostra Salvatore Madonia, Vittorio Tutino e i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Calogero Pulci e Francesco Andriotta.
«In una delle udienze dibattimentali, i funzionari di polizia già collaboratori di Arnaldo La Barbera nel gruppo d’indagine «Falcone-Borsellino» – si legge nel documento – sono stati citati come indagati in procedimento connesso; nel corso di questa udienza si è appreso che i tre funzionari di polizia nel 2009 vennero iscritti nel registro degli indagati dalla procura di Caltanissetta quali concorrenti della calunnia aggravata contestata a Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Salvatore Candura». Ancora oggi – scrivono gli interroganti – la procura di Caltanissetta non ha definito le indagini a carico dei funzionari di polizia: non vi sarebbe stata né una richiesta di archiviazione, né una richiesta di rinvio a giudizio. I tre esponenti Cinque Stelle sottolineano quindi che «occorrerebbe valutare la condotta della Procura di Caltanissetta».

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