Via D'Amelio. Fratello Borsellino: "Procura di Caltanissetta acquisisca intercettazioni tra Napolitano e Mancino".

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Auto BorsellinoLa richiesta è contenuta in un circostanziato memorandum di 9 pagine, che l’ingegnere Salvatore Borsellino ha consegnato personalmente ai magistrati della Procura di Caltanissetta guidata dal Procuratore Sergio Lari. Il fratello del magistrato ucciso 20 anni fa dalla mafia è giunto a Caltanissetta con il suo legale, Fabio Repici, per chiedere che le conversazioni telefoniche tra l’ex Ministro dell’Interno, Nicola Mancino e il Quirinale, vengano acquisite agli atti e quindi trasferite dai colleghi palermitani ai pm nisseni. Per Salvatore Borsellino dalle carte dell’inchiesta “Stragi” di Procura e Dia, che ha portato in carcere alcuni mandanti ed esecutori materiali della strage di via D’Amelio, consentendo di liberare alcuni detenuti, condannati ingiustamente, fa riferimento alla figura di Mancino in relazione alla Trattativa Stato Mafia. L’ordinanza del Gip di Caltanissetta sottolinea  “come sia possibile ipotizzare che Mancino avesse conoscenza della cosiddetta trattativa. Certamente nuovi importanti indizi sono stati acquisiti al riguardo. Questi indizi non sono, tuttavia, ad avviso della Procura, allo stato sufficienti a delineare alcun tipo di responsabilità, penalmente apprezzabile, nei confronti dell’onorevole Mancino”. Ecco perché Salvatore Borsellino chiede nel sui memorandum di verificare attraverso il contenuto delle telefonate tra il Quirinale e Mancino, se quest’ultimo abbia fatto riferimento in modo più spontaneo  e genuino a questi episodi, “più di quanto non abbia fatto  nel corso dei verbali delle dichiarazioni rese alle procure di Palermo e di Caltanissetta e alla Commissione antimafia”.

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