Via D'Amelio. Arrivano le prime condanne dal nuovo filone. Lari "soddisfatto, accolte nostre richieste".

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Conferenza_Stragi_LARI_GRASSO-SCilliaSi è detto “soddisfatto perchè la nostra ricostruzione ha ricevuto l’avallo di un giudice”, il Procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, in riferimento alle prime tre condanne scaturite dal nuovo filone d’inchiesta su via D’Amelio, sfociato nell’operazione “Stragi” della DDA nissena e della DIA, comminate con il rito abbreviato a due pentiti, Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, e all’ex falso collaborante Salvatore CAndura. Soltanto quest’ultimo era accusato di calunnia per aver falsamente avvalorato le tesi e le ricostruzioni di Vincenzo Scarantino, il falso pentito che contribuì a scrivere le numerose sentenze basate su una sbagliata ricostruzione dei fatti. “Il più grande depistaggio della storia giudiziaria italiana”, lo definì Sergio Lari chiudendo l’inchiesta “stragi” che ha riscritto la vera verità sull’eccidio di via D’amelio e sui motivi per cui venne ucciso il giudice Paolo Borsellino, i veri mandanti e gli esecutori materiali, scagionando persone innocenti per quale reato. Mafiosi comunque non colpevoli dela strage o addirittura incensurati estranei a contesti mafiosi e criminali come il povero Gaetano Murana, 18 anni di carcere, vissuti tra soprusi e abusi gravissimi dentro il carcere e nelle aule del tribunale.

Conferenza Operazione StragiGli altri due condannati, rispettivamente a 15 e 10 anni di carcere con il rito abbreviato dal GUP Lirio Conti sono quindi Gaspare Spatuzza e Fabio Tranchina, iVia D'Amelio dopo strage due collaboratori le cui dichiarazioni ritenute “genuine”, hanno indirizzato la perseverante procura antimafia nissena sul sentiero della “vera verità2.

Il super boss Salvatore “salvino” Madonia e il mafioso doc Vittorio Tutino e i falsi pentiti Vincenzo Scarantino, Francesco Andriotta e Calogero Pulci, rinviati a giudizio un mese fa, compariranno per il processo con rito ordinario il 22 marzo davanti la corte d’assise d’appello per l’inizio del nuovo processo dopo il rinvio a giudizio deciso dal GUP.

«Questa sentenza – ha commentato il procuratore Sergio Lari- dimostra che la nostra tesi accusatoria ha retto. È positiva perché sono state accolte tutte le nostre richieste».

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