Vertici Irsap nominati da Lombardo distratti sui ricorsi delle aziende in odor di mafia

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Lombardo sorrideL’ex assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, in occasione delle sue dimissioni, lo aveva previsto. I vertici dell’Irsap non si sono costituiti al Tar in un procedimento dove c’è di mezzo la mafia e in un altro provvedimento non hanno proposto ricorso al Cga, facendo scadere i termini, e anche in questo caso c’era di mezzo un’impresa insediata in odor di mafia. L’ex Asi di Agrigento, inoltre, avrebbe chiesto la collaborazione di un dirigente con problemi giudiziari.

L’ex assessore ha sempre contestato alcune delle nomine effettuate dal presidente Lombardo: in particolare, la nomina di Luciana Giammanco all’Irsap, l’Istituto regionale per il rilancio delle attività produttive, organismo che ha sostituito i Consorzi Asi e la nomina di Francesco Nicosia a dirigente generale del dipartimento regionale delle Attività produttive.

Venturi aveva segnalato, nel giorno delle sue dimissioni, anomalie rispetto a delicatissime questioni che riguardano la mafia. Una di queste anomalie si evince spulciando tra le ‘carte’ del Tar Sicilia (Tribunale amministrativo regionale).

Venturi con Cicero all'Asi Campobello abbandonataDi scena il Consorzio Asi di Agrigento. Il commissario al quale Lombardo ha poi revocato l’incarico, Alfonso Cicero, sulla base di un’informativa antimafia atipica, ha revocato un lotto industriale a una società di Favara, l’Italcop. Impresa che, secondo l’informativa, viene definita vicina ad ambienti mafiosi. I titolari di questa società, ovviamente tramite i loro legali, si rivolgono al Tar chiedendo la sospensiva del provvedimento di revoca, in attesa che gli stessi giudici amministrativi entrino nel merito della vicenda.

Poi, come già detto, Cicero viene mandato via da Lombardo. Al suo posto arriva la dottoressa Luciana Giammanco. E qui la sorpresa: nel giorno in cui al Tar si discute la richiesta di sospensiva del provvedimento presentato dai legali di Italcop, l’Irsap, retto dalla dottoressa Giammanco, non si presenta, non va a difendere la revoca operata dal suo predecessore. Avrebbe dovuto costituirsi in giudizio e non l’ha fatto. E dire che, di mezzo, c’è un fatto di mafia!

Ma c’è dell’altro. Un’altra impresa insediata all’Asi di Agrigento, la Galvano, anch’essa destinataria di informativa antimafia atipica, aveva ottenuto dal Tar la sospensiva della revoca del lotto esperita dal precedente Commissario, Alfonso Cicero. Ebbene, l’Irsap e il commissario Giammanco, pur essendo consapevoli dei termini e delle scadenze per presentare ricorso al CGA contro la sospensiva, hanno lasciato scadere tali termini, non presentando alcun ricorso per mantenere effettiva la revoca precedentemente operata da Cicero.

Infine all’ex Consorzio Asi di Agrigento il neo nominato responsabile dell’ufficio periferico, l’Ingegnere Piero Re, originario di Cianciana, piccolo centro della provincia di Agrigento, ha comunicato al Commissario Giamanco la disponibilità alla collaborazione di Franco Gallo, che proviene dall’ex Consorzio Asi di Gela, dove non svolge alcun incarico perché su di lui pende un procedimento penale. Motivo: assunzione illegittima di un dipendente che ha subito una condanna a nove anni già scontati e l’interdizione dai pubblici uffici.

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