Vertice Cefpas nella conferenza dei manager siciliani. Intanto Ida Grossi ringrazia la Borsellino

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IMG_7105Si è tenuto questa mattina al Cefpas il primo workshop dedicato ai direttori generali delle nove Asp Siciliane e ai direttori di strutture sanitarie complesse dell’Isola.

A tenere il corso il prof. Giorgio Casati, direttore amministrativo del Policlinico universitario “Gemelli” di Roma.

Il primo incontro formativo dedicato alle figure apicali della sanità siciliana tenutosi al Cefpas, coincide con l’inserimento del Direttore del Centro di formazione sanitaria nisseno nella “Conferenza dei direttori generali di aziende sanitarie e strutture complesse della Regione Siciliana”, istituito dall’assessore Lucia Borsellino. Un tassello importante, dunque, nel percorso che vede il Cefpas riprendersi la centralità del ruolo che la legge gli conferisce nell’alta formazione sanitaria.

Presente al Cefpas, stamane, tra gli altri, il direttore generale uscente dell’Asp 2 Ida Grossi, che a giorni dovrebbe insediarsi all’Asp di Catania, mentre all’azienda sanitaria nissena è stato chiamato l’oncologo Carmelo Iacono. Ad introdurre i lavori il direttore del Cefpas, Angelo Lomaglio che ha sottolineato il valore positivo del confronto tra esperienze di diversi territori, con condizioni di partenza differenti, quali sono le aziende sanitarie siciliane ovvero il Policlinico Gemelli.

Sull’avvicendamento al’Asp di Caltanissetta, Lomaglio sottolinea come il lavoro della Grossi, dal suo insediamento, è stato importante nellaSchermata 2014-10-08 alle 15.07.46definizione del campus universitario e bio medico.

“Proseguirà questo lavoro – afferma il direttore del Cefpas, Angelo Lomaglio – Avevamo cominciato a lavorare molto bene a livello territoriale con la dottoressa Ida Grossi, che dal suo insediamento ha segnato la sua presenza con attivismo e intelligente capacità di raccordo con il territorio e le istituzioni. E’ stata poi molto presente nella formulazione delle proposte legate al campus universitario e al campus bio medico, una presenza che ci mancherà, ma siamo sicuri che il nuovo direttore generale, che ha un curriculum di eccellenza in campo oncologico, in un territorio in cui l’incidenza dei tumori è elevata nell’area di Gela e nel Vallone, lavorerà per dare autorevolezza all’offerta sanitaria di eccellenza all’Asp nissena. Io spero – conclude Lomaglio – che avremo anche con noi il dottore Iacono nella individuazione del percorso del Campus universitario e del campus bio medico a cui diamo grande importanza”.

La manager Ida Grossi, che prima di arrivare a Caltanissetta ha diretto le Asl di Novara e Biella, non nasconde la soddisfazione per il nuovo incarico, pur rimarcando il lavoro svolto in città.

IMG_7103“Ringrazio l’assessore Borsellino e il presidente Crocetta per aver pensato a me in questa grande azienda della Sicilia”, afferma la dottoressa Ida Grossi, neo-nominata direttore generale all’Asp di Catania.

“Devo dire – confessa la manager – che quando c’è stata l’opportunità di venire in Sicilia ci avevo sperato all’inizio. Poi arrivando a Caltanissetta ho avuto modo di apprezzare tutta la possibilità di lavorare che c’è in questo territorio. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con me per migliorare l’organizzazione dei servizi e sono felice per l’importante impegno”

Mi dispiace per le persone che con me stavano cercando di meglio organizzare i servizi e comunque sono a disposizione della Regione”, conclude la Grossi.

La sua è stata definita una nomina tecnica dal presidente della Regione Crocetta, mentre la scelta del nuovo manager dell’Asp 2, l’oncologo Carmelo Iacono, è legata all’indirizzo della giunta regionale di far applicare la legge sui siti industriali in provincia di Caltanissetta (neoplasie elevate nella popolazione esposta al petrolchimico a Gela, alle onde elettromagnetiche a Niscemi e delle ex miniere nel Vallone)

“Il mio lavoro è tecnico – conclude la Grossi – a contatto anche e comunque con la realtà politica. I politici sono espressione dei cittadini ed è giusto tenere in considerazione i loro messaggi. Tradurli in azioni tecniche è compito del direttore generale nel rispetto delle regole che l’assessorato e la regione con le normative mettono in atto”.

IMG_7102In conclusione l’oggetto del workshop. La formazione dei manager della sanità.

“Un momento importante, di un percorso iniziato da anni – spiega il direttore Lomaglio – che riguarda il management sanitario pubblico. E’ significativo per noi fare questa due giorni di formazione, nel momento in cui l’assessore Borsellino ha deciso di istituire per la prima volta la Conferenza dei direttori generali delle aziende sanitarie, inserendo tra queste la direzione del Cefpas. E’ un riconoscimento che consentirà di avere una sede istituzionale per la programazione della formazione in ambito sanitario. Un riconoscimento ma anche un impegno e una responsabilità nuovi”.

Il dottor Giorgio Casati, direttore amministrativo del Gemelli di Roma ha parlato di pianificazione strategica.

“L’idea – spiega – è capire se le aziende riescono a definire una strategia per il futuro, se riescono a ritagliarsi lo spazio decisionale. I pazienti cronici diventano più importanti per numero e fabbisogno, degli acuti. I problemi di carattere finanziario, perchè in prospettiva le risorse per il sistema sanitario saranno in diminuzione e non aumenteranno. Bisogna cercare risorse diverse dai trasferimenti statali. Oggi purtroppo ci sono in campo formule come la compartecipazione dei cittadini, in modo diverso, magari aderendo a fondi integrativi o comunque a forme di assicurazione che coprano le prestazioni più semplici. A livello politico, far passare l’idea di un ulteriore sforzo al cittadino, non è semplice”.

Per programmare servono tempi certi. Come valuta la girandola di nomine?

“La vita del direttore generale è breve ed è un problema. Perchè la pianificazione ha un orizzonte temporale più lungo della permanenza media del DG. Pensiamo a investimenti in tecnologia e infrastrutture edili ad esempio. Ci sarebbe necessità di un piano regionale che affronti i temi a lungo termine in modo che il manager si possa muovere in una cornice definita a livello centrale ma con un suo spazio di autonomia decisionale”,conclude il dott. Casati, direttore amministrativo del Policlinico Gemelli di Roma.

 

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