Vertenza Averna. Venticinque nuovi disoccupati. La Cisl, “Salvato il salvabile”

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Accordo raggiunto sul personale dell’amaro Averna transitato alla Campari. E’ stata chiusa la trattativa per preservare alcuni posti di lavoro, delle complessive 45 unità.

Nella sede milanese di Assolombarda s’è scritta l’ultima pagina di questa vertenza sindacale. Una riunione alla quale hanno partecipato le delegazioni sindacali, dell’azienda e di Confindustria Modena.

E’ stato confermato che nello stabilimento di via Xiboli dove si produce l’amaro resteranno i tre addetti alla preparazione dell’infuso, operai.

Dei 45 dipendenti di Averna, 2 avevano un contratto a tempo determinato e un terzo era in apprendistato. Così ne restano 42, dodici dei quali saranno assorbiti nei vari stabilimenti del Gruppo Campari sparsi in Italia tra Crodo, Canale d’Alba e Novi Ligure, ma solo sei di loro manterranno il posto come amministrativi nelle sedi di Sesto San Giovanni e Finale Emilia, gli altri diventeranno operai, pur mantenendo lo stipendio attuale.

Per i rimanenti 27 impiegati si avvicina lo spettro della disoccupazione, due di loro si avvicineranno alla pensione nel periodo previsto dalla mobilità, beneficiando degli ammortizzatori sociali.

 

Il “Costo” sociale dell’operazione Averna riguarderà da vicino e in modo più forte ben 25 persone, nuovi disoccupati di Caltanissetta.

Per loro Campari ha sottoscritto l’accordo di prevedere degli incentivi per l’esodo volontario. Qualcosa in aggiunta agli incentivi previsti per legge. Una buonuscita che varierà sulla base dell’anzianità di servizio e della composizione del nucleo familiare, somme che non supereranno il tetto dei 50mila euro.

“Rileviamo che le aziende importanti, a partire dala F.lli Averna hanno abbandonato il territorio”, spiega il segretario Ust Cisl Emanuele Gallo. “Nemmeno Campari ha voluto sentire ragioni sulla possibilità di rimanere nel territorio e utilizzare tutti i lavoratori nello stabilimento Averna, cosa che abbiamo chiesto più volte. Sono scappati via. Istituzioni locali e regionali creino le condizioni per far rimanere qui le aziende più importanti, perchè così andranno sempre via”.

“Abbiamo salvato il salvabile. Rispetto alla ricollocazione dei lavoratori nel territorio nazionale, circa dodici, e tre o quattro rimarranno a livello locale. Gli altri hanno avuto gli incentivi”.

“Dopo aver venduto l’Amaro Averna alla Campari, i F.lli Averna hanno creato le condizioni per non garantire i lavoratori”, conclude Gallo.

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