Vertenza Averna. Scendono in campo i confederali Cgil, Cisl e Uil: “Non ci sono le condizioni per il licenziamento”

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da sx Mudaro Gallo GiudiceMobilità dipendenti Averna. I Sindacati confederali dicono: “Vertenza da discutere a livello territoriale a Caltanissetta. Tenteremo in tutti i modi di ribaltare la situazione”.

“Dopo l’Eni di Gela, il caso Campari-Averna a Caltanissetta dimostra che la provincia nissena corre il serio pericolo di una desertificazione industriale e produttiva, come del resto accade nelle aree industriali dove non si registra alcun incremento (semmai qualche abbandono) di piccole e medie imprese insediate”. Lo affermano in una nota i segretari confederali provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro.

“L’avvio della procedura di mobilità per tutti i dipendenti del’Amaro Averna da parte del nuovo proprietario, Campari Spa è uno scenario che i sindacati tenteranno in tutti i modi di ribaltare”, secondo i sindacati.

“Innanzitutto – proseguono – quella di Averna è una vertenza territoriale, che va discussa e aperta a Caltanissetta. E’ impensabile che la trattativa riguardante l’azienda che produce l’amaro nisseno, si svolga a Finale Emilia”.

“L’avvio della mobilità di tutti i lavoratori dipendenti dello stabilimento di Caltanissetta – proseguono Cgil, Cisl e Uil – arriva dopo la vendita dell’Averna da parte dell’omonima famiglia che per tre generazioni ha prodotto l’amaro, alla multinazionale Campari Spa, colosso del settore beverage con 4 mila dipendenti e un fatturato annuo di 1,3 miliardi di euro”.

“La mobilità pre-licenziamento avviata oggi, è il frutto di una politica industriale sbagliata della famiglia Averna, che non ha guardato allo sviluppo del territorio e tantomeno alla salvaguardia dei lavoratori.

Ma questo non legittima di certo il nuovo proprietario, Campari Spa, a ricorrere ai licenziamenti visto che l’azienda controllata, la F.lli Averna Spa, ha i bilanci in attivo, vanta fatturati per quasi 70 milioni di euro e produce utili netti ogni anno per i soci.

A parere delle organizzazioni sindacali, su queste basi economiche, finanziarie e produttive, la proprietà non può ricorrere alla mobilità. Non ci sono le condizioni che legittimano la procedura di licenziamento”.

Per queste ragioni i sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil della provincia nissena, i sindacati di categoria e la Rsa, “si attiveranno subito – si legge – per tenere un’assemblea con tutti i lavoratori e definire i passaggi affinché si apra il tavolo delle trattative a Caltanissetta, condividendo con i dipendenti le strategie per ribaltare questa decisione”. 

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