Versamento IMU sui terreni parzialmente montani o montani consentito fino al 31 marzo 2015 senza sanzioni e interessi

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La scadenza di versamento dell’Imu dei terreni ex montani, originariamente prevista per il 16 dicembre 2014, era stata prorogata al 26 gennaio 2015 da un decreto ad hoc; esso non è, tuttavia, mai stato convertito, perché già confluito sotto forma di emendamento nella Legge di Stabilità 2015.
La L. 23 dicembre 2014, n.190, c.d. Legge di stabilità 2015, ha quindi previsto come scadenza quella del 26 gennaio 2015; termine subito rivisto grazie all’approvazione, fatta in fretta e furia dal Governo, del DL n.4/2015, che ha fatto slittare il termine al 10 febbraio 2015. Oggi quel DL n.4/2015 diventa oggetto di ulteriore modifica, in sede di conversione in legge, grazie all’approvazione di un emendamento in Commissione Finanze e Tesoro del Senato.
Il risultato è una sanatoria, dunque, per i contribuenti che, insieme ai loro consulenti e ai Comuni, sono le vittime di questo caos normativo; i contribuenti in particolare, negli ultimi mesi, hanno spesso atteso ad effettuare il versamento, sperando in uno slittamento dei termini o l’hanno fatto in misura inferiore rispetto all’importo dovuto. Grazie all’emendamento approvato alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato nel corso della discussione del DL n.4/2015, ci saranno altri 30 giorni disponibili per mettersi in regola.
Non saranno applicate sanzioni ed interessi nel caso di ritardato versamento dell’imposta complessivamente dovuta per l’anno 2014, qualora lo stesso sia effettuato entro il termine del 31 marzo 2015. Coloro che, quindi, non hanno versato l’Imu sui terreni parzialmente montani o montani o hanno effettuato solo un versamento parziale, potranno effettuare un ricalcolo e saldare il dovuto.
“Ma questo non basta – dichiara l’assessore allo Sviluppo Economico, Luigi Zagarrio – questo decreto modifica la normativa per la tassazione sui terreni agricoli vigente fino al 2014, in base alla quale i terreni ubicati nel comune di Caltanissetta erano totalmente esenti dal pagamento dell’ICI e dell’IMU, in quanto, per effetto del combinato disposto del comma 1 dell’art. 13 del D.L. n. 201/2012, del comma 8 dell’art. 9 del D.lgs. n. 23/2011 e del comma 1, lettera h), dell’art. 7 del D.Lgs. n. 504/1992, i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina erano esenti dall’imposta municipale propria. Tali aree – continua l’Assessore – erano state individuate unicamente in base alla circolare n. 9/E/1993 del Ministero delle Finanze contenente l’elenco dei comuni che godono dell’esenzione. Tale elenco, che definiva le aree totalmente svantaggiate e quelle parzialmente svantaggiate, è stato ripreso da ultimo dal Reg. CE 1698/2005 del Consiglio del 20 settembre 2005 sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo rurale FEASR che predisponeva apposite misure per il sostegno delle suddette aree, caratterizzate da svantaggio derivante da situazioni ambientali e pedoclimatiche penalizzanti ma anche da condizioni insediative, socio-economiche e strutturali in declino. Tali aree, sia nelle precedenti programmazioni comunitarie sia nella nuova programmazione, hanno beneficiato e beneficeranno degli aiuti compensativi previsti dalle specifiche misure attivate nelle varie Regioni; l’agricoltura svolge azioni importantissime non limitate alla realizzandone di produzioni tipiche, biologiche e di qualità. Il ruolo assunto in questi territori dall’attività primaria – prosegue Zagarrio – è anche quello di conservazione del paesaggio, di gestione dei territori e di prevenzione del dissesto idrogeologico, oltreché quello di mantenere vivi gli insediamenti anche laddove le caratteristiche strutturali, l’offerta di servizi, l’infrastrutturazione, dalle reti viarie al completamento delle filiere, nonché gli indici socio economici, denunciano un decadimento delle comunità. Quindi – conclude l’assessore Zagarrio – ritengo che i criteri ad oggi adottati per definire l’elenco dei territori assoggettabili ad IMU non tengano conto di tutto quanto sopra riportato e penalizzino i territori ricadenti nelle ormai ex zone svantaggiate o parzialmente svantaggiate”.
L’Assessorato Sviluppo Economico

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