“Verità: linea di demarcazione tra partecipazione ed autoreferenzialità”. L’analisi di Andrea Milazzo

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(di Andrea Milazzo, architetto) Benché la polemica verso l’Amministrazione comunale e la maggioranza che la sostiene possa sembrare come sparare sulla Croce Rossa, accertatane, fino ad oggi, le responsabilità di aver dimostrato una trascurabile attitudine ad affrontare i problemi della nostra comunità, ma anche quella di garantire la propria immagine istituzionale, da semplice cittadino desidero manifestare la mia sorpresa e indignazione per i comunicati diffusi dal Sindaco prima, e dell’Alleanza per la città dopo (per altro tempestivamente smentito da uno dei partiti che la compongono), in ordine, non già in ordine al barbaro atto di violenza su una studentessa universitaria, sul quale, da padre, non credo possano esserci parole o fatti che riparino a tale crimine violento e oltraggioso, ma piuttosto sul fatto che i comunicati arrivano solo in conseguenza, e sono quindi finalizzati ad un intervento nell’evento mediatico della trasmissione della Rai “La vita in diretta’.

Nei predetti comunicati, incredibilmente, alcuni concittadini sono stati attaccati dalla stessa amministrazione e maggioranza eletta per rappresentarci, sol perché si sono limitati, certamente con parole forti, ma ugualmente composte, a manifestare il loro disagio per i problemi indotti dagli atti di micro criminalità e vagabondaggio posti in essere da alcuni cittadini extracomunitari, avendo, a loro dire, trovato porte chiuse nelle istituzioni locali. I predetti comunicati, invece di intervenire a chiarimento della questione sedando gli animi con azioni propositive, hanno invece lanciato un preciso messaggio: i panni sporchi si lavano in famiglia. Ciò mutua un ormai consolidato e tradizionale, quanto inaccettabile modus operandi che contrappone il silenzio alla verità.

Da appartenente alla comunità nissena desidero disconoscere tali messaggi, in cui leggo futili obiettivi di immagine, e nessuna concretezza, se non l’ennesimo vano tentativo di costruire un effimera immagine politica in un momento in cui era invece opportuno stringere accanto ad una comunità ferita gravemente, non solo da quest’ultimo, più grave, ma da altri e forse già archiviati diuturni atti di violenza e vilipendio al decoro. Era il momento di provare a lenire il dolore e la paura di una collettività che non percepisce più sicurezza, con la carezza rassicurante che può e deve offrire una leadership autorevole, ma al contempo fatta di carne, ossa, ma sopratutto cuore.

Si può prendere posizione contro cittadini abitanti nel centro storico e non, che rivendicano condizioni di vita dignitose e sicure, sol perché hanno reso pubblica l’impostura diffusa dall’amministrazione, di un centro storico surrealmente armonioso, dalla stessa appoggiata, ricordo a me stesso, soltanto su una transenna che chiude al traffico una strada e da qualche festicciola organizzata da encomiabili volontari? Per mascherare inefficacia ed impotenza di fronte al degrado imperversante, e’ improponibile continuare a indurre il silenzio i concittadini con lo spauracchio di essere surrettizziamente tacciati di inospitalità se non, in qualche caso, di razzismo, quando invece hanno dimostrato in passato e presente la loro solidarietà ed accoglienza, e si badi bene, non mi riferisco solo ai nativi nisseni, ma anche a tante famiglie extracomunitarie di persone per bene che si sono  integrate nel lavoro, nelle scuole e nella comunità cittadina, che insieme ed all’unisono ai propri, in origine ospiti, ed oggi concittadini, si aspetta di essere rappresentata e protetta nei confronti di chiunque ne inficia la sicurezza, il decoro e la dignità, indipendentemente dal colore della pelle che possiede. In ordine alle azioni poste in essere su tali ataviche problematiche, con il presente intervento non intendo esimere me stesso e l’Amministrazione di cui ho fatto parte dalla responsabilità e critiche sulle azioni che abbiamo posto in essere, ma il comunicato dell’alleanza per la città è veramente inaccettabile laddove, non solo disconosce il problema, certamente aggravatosi nell’ultimo semestre, ma coglie, ancora una volta l’occasione per mascherare le inefficienze dell’attuale governo politico, tentando di scaricarle integralmente sul passato.

Cambiando argomento e parlando di fatti e verità, e non futili chiacchiere, andando al passato che tanto viene deprecato dall’illuminato governo attuale, perché l’amministrazione e l’alleanza per la città non rendono pubbliche le modalità di impiego delle risorse del comune di Caltanissetta a favore della sicurezza, delle politiche dell’integrazione e del decoro urbano stanziate con decreto del Ministero dell’Interno dell’agosto 2014, per le città disagiate dalle problematiche dell’emigrazione? Perché non vengono resi noti i motivi per i quali, a distanza di oltre un anno e mezzo, non è stato ancora completato il progetto delle cento telecamere per permettere alle forze dell’ordine di monitorare h 24 la città, presentato e finanziato nell’ambito del poi sicurezza dall’amministrazione precedente, quando nel comune di Delia tale apparato e’ già attivo?

Perché l’amministrazione e l’alleanza per la città, che oggi si intestano la riqualificazione del centro storico, non rendono noti i motivi per i quali il progetto di rigenerazione urbana del quartiere Provvidenza, unica ed irripetibile occasione per debellare il fenomeno dei pericolosi tuguri abitati abusivamente, che in una prima fase prevedeva la realizzazione di oltre venti alloggi per giovani coppie, botteghe artigianali e parcheggi, dopo essere stati appaltati dall’amministrazione precedente sono fermi da un anno e mezzo?

Perché non rendono note le sorti delle procedure di finanziamento per ulteriori 35 alloggi in concorso con lo IACP nel quartiere Provvidenza e 2 alloggi nel quartiere Saccara, questi ultimi dedicati a famiglie extracomunitarie con permesso di soggiorno e lavoro?

Perché non rendono noto l’attuale utilizzo del centro usque et desidera, finanziato dal Ministero dell’Interno nell’ambito delle politiche dell’integrazione?

Ma parliamo del roseo presente.

Perché l’Amministrazione e l’Alleanza per la città non rendono note le azioni condotte e gli strumenti individuati e finanziati durante questa legislatura a favore delle politiche dell’accoglienza sostenibile e della vera integrazione?

Io credo che nessun cittadino vorrà credere che l’amministrazione che ha eletto e la maggioranza che la sostiene, confonda ospitalità per sopportazione e vagabondaggio per integrazione, ma ancor meno che confonda chiacchiere e proclami per azioni. La situazione della città e’ delicata e le azioni non possono essere affrontate esclusivamente dalle forze dell’ordine, che svolgono un lavoro egregio e rischioso nonostante le esigue risorse alle stesse assegnate.

L’amministrazione e l’alleanza per la città escano dal sogno, affrontino, anche con l’aiuto dei propri consulenti per l’immagine, una concreta operazione verità e conducano concrete azioni politiche per affrontare i problemi della nostra comunità, che vedranno certamente tutti i cittadini al loro fianco invece di lamentarsi dinnanzi alle telecamere. La verità è la linea di demarcazione tra partecipazione ed autoreferenzialita’.

Arch. Andrea Milazzo

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