“Venturi bastonato da una Confindustria condizionata”. L’affondo di Cicero contro Montante e Crocetta

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“Condivido in pieno quanto rappresentato da Marco Venturi nel suo documento di dimissioni. Venturi, al quale va tutta la mia stima e amicizia, ha avuto il coraggio e la determinazione di lasciare ogni incarico. Venturi, ha rappresentato fatti veri e scomodi che nessuna “sceneggiata” o le solite pratiche menzognere e di discredito potranno mai alterare”. Lo afferma Alfonso Cicero, ex presidente dell’Irsap in una nota stampa.

“Venturi è stato immediatamente “bastonato” per avere messo a conoscenza l’opinione pubblica di verità e fatti gravi riguardanti, anche, il lampante “condizionamento” che Montante esercita in Confindustria e in diversi settori strategici. E’ più che allarmante la modalità e la tempistica con cui Montante ha fatto redarguire Venturi da Confindustria, nell’intento di costringerlo alle dimissioni”.

“Tale “forza” – secondo Cicero – è emblematica dello smisurato potere che continua ad impiegare Montante – sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa – per “stendere” chi vuole esprimersi in libertà”.

“Quanto valgono i documenti – pro se stesso e contro chiunque – sottoscritti in modo inconsapevole, con l’inganno, per “timore”, per interessi o altro? Non valgono abbastanza, quanto valgono le verità! Non vale neanche tentare di perseguitare e discreditare allo scopo di diffondere preoccupazione e confusione. Accanirsi anche contro l’uomo Venturi, per tentare di annientare le verità, non funziona! Montante, compreso chi lo supporta anche con i silenzi, non può arrestare le verità, costi quel che costi a partire dalle “vendette” di ogni genere e dei sempre preferiti tentativi infamanti e calunniosi. Neanche le finzioni e le trovate suggestive possono mutare le realtà. Il presidente della regione Crocetta, forte dei suoi estesi poteri, invece di sofisticare la realtà e di “avvisarci” ripetutamente, si sbrighi a presentare le annunciate querele contro me e Venturi, così avrà anche modo di rispondere delle calunnie”.

“Nel frattempo, Crocetta, che decanta la sua “rivoluzione”, illustri all’opinione pubblica – in modo chiaro – quali poteri mafiosi ed interessi illeciti ha contrastato e denunciato dal giorno in cui si ha preso possesso di Palazzo d’Orleans. Crocetta sa benissimo che Venturi si è dimesso dal governo “tecnico” guidato da Lombardo, di cui peraltro facevano parte diversi noti esponenti delle istituzioni e della società civile, denunciando alle autorità giudiziarie gravi e precise compiacenze”.

“Venturi – che ha sempre seriamente sostenuto l’azione di contrasto ai sistemi affaristico-mafiosi di cui sono intrise le aree industriali – è proprio colui che speso tutte le sue energie per il difficile varo della riforma che ha istituito l’Irsap e cancellato 800 posti di sottogoverno. Sorvolo sulle costituzioni di parte civile in alcuni procedimenti penali scaturiti dalle mie denunce, ed in cui sono imputati numerosi “colletti bianchi”, in quanto la realtà documentale fa affiorare particolari ben diversi da quelli che Crocetta prospetta”.

“Non entro nel merito di altre vicende –  conclude Alfonso Cicero – di cui alcune accennate da Venturi nella sua intervista a Repubblica dello scorso 17 settembre – in quanto le ho già rappresentate alla magistratura e, pertanto, assolutamente riservate”

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