“Il Venezuela non è più uno Stato di diritto”. Intervista a Luis Jorge Manzoni Goiri

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spremutaSulla crisi politica del Venezuela, abbiamo intervistato Luis Jorge Manzoni Goiri. Luis abita a Caracas ed è un cittadino venezuelano di origini italiane.

– Attualmente, qual è la situazione in Venezuela?

Il Venezuela, ad oggi, non è più uno Stato di diritto. Infatti, non si rispettano né le leggi né i diritti umani e il governo controlla le istituzioni, i media e l’intera vita politica.

– Per quali motivi la condizione politica e sociale è precipitata verso tensioni e violenze?

Da alcuni anni, il Venezuela vive la crisi economica peggiore della sua storia. La crisi è dovuta all’elevato livello di corruzione ma anche alla mancanza di cibo e di medicinali; inoltre, l’inflazione è la più alta del continente. Per tali motivi, la popolazione venezuelana è stata costretta a manifestare in strada per chiedere al governo l’attuazione di riforme politiche in grado di mutare la situazione.

– Quali sono le intenzioni del presidente-dittatore Maduro?foto 2 (6)

L’intenzione di Maduro, come quella di qualsiasi dittatore, è legata alla volontà di rimanere a lungo al potere. Di conseguenza, Maduro vuole modificare la costituzione del nostro Paese per rendere legale la sua dittatura così da restare al governo, in qualità di presidente, sino alla sua morte. Maduro vuole anche cancellare ogni opposizione al suo governo ovvero sia i partiti politici che contrastano la sua linea sia la voce dissidente della società e i mezzi di comunicazione che mostrano la cruda, ma veritiera, realtà del Venezuela.

– Come potrebbe intervenire la comunità internazionale per sostenere la resistenza al regime e per evitare le violenze e le uccisioni in piazza?

La comunità internazionale può aiutare il Venezuela da un lato con l’elaborazione di una posizione critica nei confronti della crisi politica in atto dall’altro con l’invio di osservatori che possano constatare i crimini compiuti dal governo. Poi, occorrerebbe sanzionare quei membri dell’attuale governo che violano i diritti umani. Infine credo che, in questo momento, qualsiasi aiuto in grado di definire la dittatura con il suo nome è ben accetto.

– Come vive l’attuale momento di crisi la comunità italiana presente in Venezuela? Come il popolo italiano può esservi di sostegno?

La comunità italiana vive la crisi allo stesso modo degli altri venezuelani. Non c’è molta differenza dal momento che la situazione riguarda tutti alla medesima maniera. È difficile per ogni cittadino venezuelano trovare cibo e medicinali. Tuttavia, pesa specialmente l’effetto nefasto nella società dell’Hampa (la criminalità, la malavita). L’intero Venezuela vive un incubo. Non importa quale sia la provenienza culturale. Dall’Italia, il migliore aiuto che potrebbe pervenirci in questo momento è che tutto il vostro Paese sappia cosa accade qui affinché il governo italiano possa assumere posizione contro la dittatura. Come cittadini, ringraziamo molto gli italiani per il sostegno economico – rivolto sia al mantenimento degli ospedali sia alla distribuzione di cibo per coloro che non hanno da mangiare – pervenutoci tramite associazioni caritatevoli.

Intervista a cura di Rocco Gumina

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