Vara all’Expo, Italia Nostra: “decontestualizzata rischia di essere opera mediocre”

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“Dunque, il varo della Vara non ci sarà. Altolà inevitabile, da parte della Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta, al trasferimento della Vara dell’Ultima Cena all’Expo Milano 2015. Vara che, secondo improprie e ostinate aspirazioni locali, avrebbe dovuto essere esposta al Padiglione Sicilia, dal 14 al 17 settembre di quest’anno. Ma, come ben sappiamo, non è stato ancora effettuato il necessario restauro conservativo e, all’interno degli spazi espositivi milanesi, essa non godrebbe di un sito adeguato, sicuro. E a quanto pare, adesso, i panificatori nisseni, proprietari della Vara, sarebbero assolutamente contrari a questo trasferimento, perché temono per l’integrità del peculiare manufatto. Questo è lo stato delle cose”. E’ quanto afferma il presidente di Italia Nostra Sicilia, Leandro Janni che già nelle scorse settimane aveva duramente criticato l’idea di portare la Vara all’Expo, sottolineando l’importanza di constestualizzare il bene culturale nel territorio in cui la sua storia affonda le radici. De-contestualizzarlo rischierebbe di sminuirlo, se non addirittura banalizzarlo. Sarebbe difficile riprodurre all’Expo l’aura sacra e al contempo popolare che la Vara diffonde e infonde durante la processione del giovedì santo per le vie del centro storico di Caltanissetta. L’intervento di Italia Nostra arriva a ridosso delle reciproche prese di posizione di Soprintendenza ai beni culturali e Comune. La prima ha detto di no al trasferimento a Milano perché la location ad Expo non garantisce la protezione dalle intemperie atmosferiche. Il comune con l’assessore Marina Castiglione parla di “danno irrecuperabile per la città”.

“L’Ultima Cena dei Biancardi – afferma dal canto suo Italia Nostra – fa parte di un organico insieme di elementi (sedici gruppi sacri che rappresentano scene della Passione di Cristo) ed è espressione di un contesto umano e sociale che mantiene viva un’antica tradizione. Da sola, isolata essa rappresenta, esprime molto meno di quanto possa esprimere, rappresentare insieme agli altri gruppi sacri. Inoltre, essendo un bene preminentemente etnoantropologico, la sua piena valorizzazione avviene all’interno del contesto sociale, culturale e religioso della Settimana Santa nissena. Pertanto, potrebbe persino risultare fuorviante la sua decontestualizzata esposizione all’Expo. Dannoso ed esoso, certamente, il suo trasporto. Insomma: la nostra Ultima Cena, all’Expo Milano 2015, apparirebbe come un’opera surreale e mediocre. Internazionalmente incomprensibile. E infine, a quanto pare, all’interno dei padiglioni riservati alla Sicilia, non ci sarebbe neppure lo spazio necessario per la sua esposizione”.

Per Janni siamo in presenza di “una vicenda di ordinaria, pessima programmazione, organizzazione. Una vicenda che dimostra quanto scarsa ancora sia la consapevolezza e la professionalità nell’ambito della gestione dei beni culturali e ambientali, dalle nostre parti. Una vicenda che vede la Soprintendenza di Caltanissetta, oggi diretta dal dr. Lorenzo Guzzardi, inevitabilmente protagonista e rispettosa del suo precipuo e fondamentale ruolo istituzionale: la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico. A differenza di quanto accaduto in passato. Il resto – diciamolo – sono soltanto chiacchiere da bar”.

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