Vara ad Expo, reprimenda di Padre Alessandro. “E’ una partenza dell’orgoglio, qui manca la segnaletica per gli alunni della scuola”

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E’ un fiume in piena il parroco di San Pio X, Padre Alessandro Giambra, che nei locali della sua parrocchia custodisce tutto l’anno le Vare del giovedì Santo, che in un’intervista all’emittente Telecentrosicula critica la scelta di aver fatto partire a tutti i costi la Vara a pochi giorni dalla chiusura di Expo. “E’ una partenza dell’orgoglio”, dice.

Nessuno avrebbe informato la Chiesa che la Vara de “l’Ultima cena” sarebbe partita stamane.

“Non sapevamo nulla, anche perchè si è bloccata la strada, tanti dovevano andare a lavorare e non sono potuti uscire”.

“C’è un dono dello spirito che è il coraggio di gridare la verità”, dice Padre Alessandro. “E’ una vergogna, è una partenza dell’orgoglio, non per far si che la Vara venga visitata, da chi, da nessuno? Perchè c’è ancora l’albero della vita”, afferma il parroco nisseno in riferimento all’Expo che chiuderà i battenti il 31 e dove rimarrà soltanto l’albero della vita.

“Nessun amministratore è sceso qui da quando c’è stato il contenzioso per il museo ex Gil. Nessuno ha chiesto come mai la Curia e la parrocchia si sono messe a disposizione per ospitare le Vare e sistemare la zona, tutto questo non c’era”, spiega Padre Alessandro in riferimento all’area che ospita le Vare tutto l’anno.

“Questo è togliere pane, non voglio attaccare amministrazione o la Soprintendenza. Qualcuno ha detto, lei pensi alle anime, che però hanno un corpo ed hanno bisogno di dignità e rispetto”.

Il riferimento non è solo ai costi dell’operazione in relazione al tempo di permanenza della Vara ad Expo.

“Non un problema di quanto è costato, se una cosa è bella che si faccia costi quello che costi, ma questo dovevano farlo un anno fa, non gli ultimi due giorni. Alla fine ci andrà per essere visitata da chi? Perchè doveva essere mandata per forza? Bisognava considerare gli impedimenti, sono indignato per questa situazione”.

Poi Padre Alessandro ritorna sullo scambio di battute avuto con l’assessore allo sviluppo economico Massimo Bellomo.

“Non si tratta di guidare le anime ma di dare dignità alle anime ed ai corpi, e soprattutto a coloro che pagano le conseguenze. Guardate via Colajanni, avevamo chiesto da tempo di fare la segnaletica dove passano i bambini, piccole cose e qui ogni giorno si rischia perchè non c’è neanche la segnaletica per la scuola e la chiesa. Sono piccole cose. Mi dispiace che qualcuno si arrabbia, c’era l’assessore e non ricordavo fosse lui. Però uno che deve gridare qualche volta, deve far capire anche che giustizia e rispetto camminano assieme”.

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