Usura in provincia di Caltanissetta, l’allarme della Cgil: “Troppe banche e nessuna grossa impresa”

711

Nota a firma dei sindacalisti Ignazio Giudice, segretario provinciale Cgil, Davide Chiarenza, della direzione nazionale del Silp Cgil e Pasquale Mastrantoio, segretario provinciale Silp Cgil:

Alla luce della relazione al Parlamento da parte della Direzione Investigativa Antimafia sull’attività della criminalità organizzata in provincia di Caltanissetta, una riflessione ed una proposta si impone per chi come noi è impegnato da sindacalista in ambiti lavorativi, sociali e culturali.

Il fenomeno dell’usura va assumendo una dimensione di sicuro rilievo nell’ambito economico della nostra provincia. La presenza di diversi istituti bancari e finanziari e la mancanza di grosse imprese inducono a pensare che nel nostro territorio circolano flussi di denaro sganciati da visibili attività economiche.

I “cravattari” sono legati, in qualche modo, alla criminalità organizzata dalla quale attingono le somme da prestare alle tante persone in difficoltà; le denunce che pervengono alle Forze di Polizia sono insignificanti.

Occorre, pertanto, adeguare l’azione delle forze dell’ordine sulla base di nuovi parametri che non facciano riferimento, almeno per i “reati sommersi”, a schemi tradizionali fondati sul dato statistico ma che sappiano monitorare i patrimoni di alcune persone ed acquisire testimonianze in tal senso.

L’iniziativa economica in provincia di Caltanissetta, dunque, è soffocata da condizionamenti impropri: usura, estorsioni, attentati incendiari, “signoria del territorio” etc.

Per creare alternative vere che possano indurre i cittadini a denunciare i propri aguzzini, è necessaria una strategia seria e solidale che attraversi più settori, in particolare quello bancario e finanziario che dovrebbe adottare una politica dei crediti più elastica che faciliti l’accesso al prestito ai piccoli e medi imprenditori, ai commercianti e agli artigiani in momentanea difficoltà.

Ma tutto ciò non basta se non cresce un’adeguata coscienza civile su questi reati subdoli.

E’ necessario che i sindacati, le forze politiche e le associazioni in genere si uniscano nel promuovere un’efficace azione contro l’usura e l’estorsione, dando vita ad una valida attività educativa, informativa e culturale dentro le scuole per far crescere nella cittadinanza e negli studenti forte consapevolezza su questi fenomeni;al contempo deve essere esercitato un continuo monitoraggio delle imprese sane per evitare infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto socio-economico della nostra provincia.

A volte l’usuraio può avere la faccia pulita di chi, apparentemente, svolge un’attività commerciale sotto casa nostra.

Commenta su Facebook