"Uomini e democrazia". On.Alessi propone legge elettorale. "Voto valido se del 50%+1"

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On A AlessiQueste nostre recenti consultazioni Regionali hanno confermato la prevedibile difficoltà di esprimere candidati graditi alla vera maggioranza (di una totalità ), che sfuggano alle scelte operate da questi personaggi “calcificati”, che ha prodotto la nostra democrazia, fermo restando il reale affanno per la messa a punto di una buona metodologia delle primarie. Una proposta allora emerge dalla utilità di ridare potere al “No della Gente” (alla stregua di un referendum) con la introduzione della regola maggioritaria nella legge elettorale e cioè:

“Quando il numero dei votanti non raggiunge globalmente il quorum del 50 %+1 la votazione dovrà ripetersi per insufficienza di rappresentatività decidente per almeno tre turni”. Ciò eviterà litigiosità e perdite di tempo inevitabili per governi derivati dall’espressione di voto di minoranze del 13% come quella attuale e darà la possibilità di introdurre candidature magari più attraenti e convincenti.

Anche se la storia del voto può generare fenomeni come quello di “Grillo”, la cui durata dipende da ben altro che la semplice capacità di gestire il risparmio all’interno di una materia economica, oggi poco comprensibile anche ai geni, l’elettorato oggi ha dimostrato maturità anche con l’assenteismo. Le qualità e le personalità dei candidati rimangono così ancora il miglior, anzi l’insostituibile incentivo per un deciso convincimento alla partecipazione per le scelte fiduciarie.

Tuttavia è anche visibile dall’umore generale del dopo voto che, se l’astensione producesse effetti concreti, e non sterile amarezza in chi si auto esclude, da una parte e facili illusioni dall’altra che arriva ad esultare di una vittoria frutto di un gioco solitario, la gente imparerebbe ad articolarne l’uso sapientemente ed il non voto assumerebbe preciso significato. Si riconsegnerebbe cioè la sovranità alla base affermando “ il principio di efficacia del voto anche attraverso la sua stessa negazione “.

Sarebbero certo tutti lieti di connettere la volontà all’esercizio del voto, nel quadro più ampio di un recupero della partecipazione e per la eliminazione di conseguenze estremistiche. Né una moderna Costituzione può denegare il principio che la condizione della scelta -richiesta da tutti a pieno titolo – debba rimanere nell’assoluto dominio popolare e slegato dalla governance posta in uscita .

Evitare peraltro che essa interagisca, anche emotivamente, con le migliori qualità morali e specifiche di eventuali candidati subentranti, conferisce alla competizione anche il ruolo di primaria, atteso che un “niet” si potrebbe esprimere anche in diversi turni di voto. Sarebbe infatti una logica conseguenza che l’astensione al voto arrivi a costringere democraticamente (con una decisione di tipo maggioritario) al ricambio qualitativo tendente all’alto profilo delle scelte dei candidati magari estratti dalle tante personalità che da tempo si mantengono a distanza per carenza di garanzie democratiche adeguate alle loro regole etiche e culturali.

Il nuovo di oggi da promuovere è decisamente il fatto che la maggioranza della base non guardi più alla singola convenienza, ma alle qualità morali dei propri fiduciari politici. Tecnicamente ciò tenderebbe a condensare nella politica la auspicata moralità, convergendo verso la affermazione della qualità nel rispetto costituzionale – si pensi al sistema dei collegi uninominali o delle scelte presidenziali -.

Sotto il profilo costituzionale inoltre questa proposta di modifica alla legge elettorale, si deve considerare integrativa di un concetto di reciproco rispetto , tra il diritto dei singoli e quello della collettività, in quanto unica capace di conferire regolarità di efficacia all’aspetto popolare della consultazione, a fronte di oligocrazie estreme derivate da fredde operazioni algebriche.

Alla coscienza civica, emersa da questa consultazione elettorale – una Democrazia ormai declassata in Corporativismo – che dalle prime dichiarazioni sembra non tenere conto del concetto di partecipazione, deve subentrare una dinamica che pareggi il voto della accettazione con quello del rifiuto, prendendo a modello gli atteggiamenti popolari di Sturzo e la voglia di ricostruire dell’ultimo dopo guerra, il cui messaggio partì dallo studio del giovane avvocato Giuseppe Alessi nella via Cavour di questa Città.

Caltanissetta 30.10.2012  On. Alberto Alessi Giorgio Bongiorno

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