Università rumena, Lari sull’indagine di Enna: “Attacco eversivo alla magistratura”

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“Il procuratore di Enna è stato oggetto di un attacco che non esito a definire ignobile” . Lo ha detto il procuratore generale della corte di Appello di Calatanissetta Sergio Lari nel salutare il procuratore di Enna, Calogero Ferrotti nella cerimonia di pensionamento.

Il riferimento è relativo all’attacco subito dal procuratore dopo l’avvio del’inchiesta sul Fondo Proserpina, interfaccia ennese della università romena Dunarea de Jos. Il procuratore rivolgendosi agli ospiti che hanno affollato l’auditorium Falcone e Borsellino al palazzo di giustizia ha detto: “Sono stati posti aperti tentativi di bloccare un’indagine della magistratura e di delegittimare con una denuncia (anche al Csm, ndr) fatti inesistenti, contro chi stava conducendo quelle indagini, nel pieno rispetto delle regole e senza alcun clamore mediatico. Si è trattato di una iniziativa inaccettabile del legale esterno di una fondazione sulla quale stava indagando la procura. Si é trattato di un gesto che non esito a definire eversivo. Anziché volersi difendere nel processo si è voluto bloccare il processo e chi lo istruiva, tentando di rovesciare il tavolo. Sono state pubblicate notizie di stampa calunniose, sollecitato l’intervento di ispezioni ministeriali. Una roba da regola da regime dittatoriale dell’America Latina che Enna non merita”.

Il procuratore ha ricordato il prefetto di Isernia, fino a Natale prefetto di Enna, Fernando Guida, improvvisamente trasferito. Era stato proprio Guida, insieme al procuratore Ferrotti ad avviare una indagine prefettizia sulla Fondazione. “La sua sedia vuota stamani, vuole rappresentare una assordante metafora. Il suo trasferimento é stato uno sfregio al tessuto vivo di questo territorio”, ha concluso.

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