Università di Medicina a Enna. La Finanza sequestra locali delle lezioni, non si trova il protocollo d’intesa

1344

Università Rumena a Enna: La Procura della Repubblica di Enna ha posto sotto sequestro i locali dell’ospedale Umberto I di Enna.

Era iniziato il 12 ottobre il corso di lingua rumena presso i locali dell’Ospedale Umberto I di Enna, finalizzato ad ottenere un attestato necessario per la frequenza dei corsi universitari in Medicina e Professioni Sanitarie erogati dalla Università “Dunarea De Jos” di Galatj.

Da allora numerosi studenti, che avevano già versato la prima rata dei 2200 € previsti per il corso, hanno frequentato a ritmo serrato le lezioni in quelle aule che da dicembre avrebbero dovuto ospitare i corsi Universitari di Medicina e Professioni Sanitarie, che non sono stati autorizzati dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Stamattina le aule però sono rimaste vuote. La Guardia di Finanza si è presentata all’Umberto I e ha sequestrato i locali in questione. A disporre il sequestro, operato dalle Fiamme Gialle ennesi, il Procuratore Capo della Repubblica, Calogero Ferrotti, per impedire la continuazione di una occupazione di cui non si trova alcun presupposto legale.

A marzo 2014 il Commissario straordinario pro-tempore dell’ASP di Enna aveva siglato un protocollo con la Fondazione Proserpina e in virtù dello stesso accordo un anno fa l’ASP le ha consegnato n.28 locali, di cui n.16 al 4’ piano e n.12 al “piano 0”. Ma il protocollo non esiste agli atti dell’Ente, che ora non trova neanche l’ originale.

Il nuovo Direttore Generale al momento del suo insediamento fece sgomberare i locali al quarto piano ma nulla fece per quelli al piano terra, che erano e sono rimasti occupati fino ad oggi dalla “Fondazione Proserpina”, che in realtà Fondazione non lo è mai stata non essendone stato riconosciuto giuridicamente lo status.

Fondata nel 2011 con lo scopo di supportare l’Università Kore di Enna, solo a fine settembre ha chiesto il riconoscimento quale Fondazione. Nel frattempo però aveva già siglato un protocollo con l’ASP nel 2014, una convenzione con la Regione Siciliana nel 2015 e a metà settembre aveva deliberato la sua trasformazione in società commerciale, ora “Fondo Proserpina S.r.L.”.

A richiedere l’intervento della Procura era stato il MIUR dopo aver inutilmente diffidato la Fondazione Proserpina ad interrompere i corsi. Anche la Prefettura sta svolgendo gli approfondimenti del caso che, da un primo riscontro, comprovano le prime risultanze investigative compiute.

Commenta su Facebook