Università, la Di Liberto pronta a revocare la delibera. Crocetta attaccato chiede “rispetto per le istituzioni”

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Ad Agrigento a marzo la Regione  ne diede 750 mila all’ex Provincia regionale guidata dal commissario Alessandra Di Liberto, per revocare la delibera che sanciva la fuoriuscita dal CUPA, Polo universitario di Agrigento. All’ex provincia di Caltanissetta, libero IMG_2552Consorzio guidato sempre dal commissario Alessandra Di Liberto , adesso la Regione ne darà 400 mila, di euro, affinchè la dirigente revochi quello che ha definito “un atto dirigenziale non certamente politico”. La soluzione al disimpegno finanziario della Provincia dall’università è un emendamento alla finanziaria da approvare entro fine febbraio che preveda lo stanziamento delle risorse all’ex Provincia, vincolate alla partecipazione dell’Ente al Consorzio universitario.

“Il Consorzio universitario si salverà”. Parola del Presidente della Regione, Rosario Crocetta, ieri pomeriggio ospite del sindaco Giovanni Ruvolo all’incontro chiarificatore dopo il disimpegno della Provincia regionale dal consorzio.

Il Presidente della Regione e la “commissaria” che aveva nominato senza successo all’Irsap e poi all’ex provincia di Caltanissetta, si sono punzecchiati. Allontanando dalle rispettive figure il sospetto che un commissario regionale, quand’anche nominato dal presidente della Regione, adempia al suo ruolo su indicazioni dell’organo politico. Circostanza che invece il sindaco Ruvolo e diverse forze politiche locali come il Polo Civico e Forza Italia, avevano apertamente contestato.

E’ così che durante quella che sembrava una irrituale seduta del consiglio comunale, moderata dal sindaco Giovanni Ruvolo, Crocetta ha bacchettato e battibeccato con la Di Liberto, bollando come “sbagliato” l’atto di revoca del finanziamento all’Università di Caltanissetta. “Ma lei mi conosce”, gli ha risposto la Di Liberto, forse alludendo all’analoga situazione di dieci mesi fa nella città dei templi.

La dirigente non ha fatto una piega neanche davanti agli applausi al Presidente che la censurava. Crocetta parlando a margine dell’incontro, si è lamentato dell’atto del Commissario, sottolineando come fosse ancor più inopportuno, “dopo il precedente di Agrigento!”.

“Mi spiace che questa delibera abbia creato allarme, ma era un atto dovuto”, ha invece esordito in aula la dottoressa Diliberto. Che ha spiegato: “si tratta di un atto dovuto in termini squisitamente dirigenziali e mi fa piacere che sia stato detto”.

“Del resto – ha rimarcato, incurante delle obiezioni mosse dal presidente Crocetta – un commissario non è un politico. Registrare oggi che c’è un impegno del Governo a stanziare somme a destinazione vincolata, così com’era scritto nella delibera di recesso, ne comporterà la revoca. Questa è l’unica comunicazione istituzionalmente operativa che dal mio raggio d’azione sono tenuta a dare”.

Sta tutta qui la soluzione annunciata. Una delibera che ricalca quanto già avvenuto ad Agrigento. Revocata dopo le proteste di piazza degli studenti (invece assenti a Caltanissetta) e finanche del vescovo Francesco Montenegro a fronte di una copertura finanziaria della Regione. Ma la questione non è così semplice. A tagliare le risorse all’ex Provincia, ha detto Crocetta, non è stata la Regione ma lo Stato.

Per il presidente della Regione Siciliana  comunque “il consorzio universitario di Caltanissetta si salverà e verrà rilanciato”.

“Abbiamo in cantiere – afferma Crocetta – una serie di soluzioni che illustreremo ai sindaci, al commissario della provincia e all’assessore. Voglio assicurare l’impegno totale della Regione che troverà come finanziare la struttura. Sulla finanziaria prevederemo emendamenti specifici che riguarderanno i consorzi universitari di Caltanissetta, Agrigento, Siracusa e Trapani perchè crediamo nella promozione culturale. Le difficoltà delle province sono derivate da tagli ai trasferimenti statali. Non è stata la Regione e noi ci siamo trovati in una situazione di ridotti trasferimenti nei confronti della Regione e di ridotti trasferimenti alle province”, 46 milioni alle ex province e 1,5 miliardi  alla Regione. Ma le province “non possono tagliare sulla formazione e l’istruzione, uno dei punti per me non derogabili insieme alla solidarietà sociale. Ho già quasi pronta una situazione legislativa come emendamento alla finanziaria entro la fine di febbraio per risolvere definitivamente questo problema”.

Un vero e proprio giro di giostra da far venire le vertigini l’incontro organizzato al Comune di Caltanissetta su iniziativa del sindaco Giovanni Ruvolo. Ognuno interviene come se fosse in una seduta del consiglio comunale, ma senza un regime regolato per statuto. Non bisogna stare su nessun punto all’ordine del giorno e così le domande vanno dal Piano giovani al futuro degli Ato, dalla formazione professionale alla riforma delle province.

Un marasma in cui Crocetta finisce bersaglio di alcuni interventi polemici di consiglieri comunali. A dare il via è il consigliere Salvatore Licata del Polo Civico. “I suoi detrattori – ha detto rivolto al Presidente – dicono che lei se non proprio ostilità, abbia poco a cuore la città di Caltanissetta. Lei oggi lo deve smentire”. Crocetta risponde, si duole con il sindaco Ruvolo. Non si aspettava gli attacchi ad un incontro istituzionale. Ma l’aula si è ormai trasformata, per alcuni minuti, nell’arena del consiglio comunale in cui il consigliere Oscar Aiello al culmine di una reprimenda contro Crocetta, gli urla: “avete rovinato la Sicilia”.

Crocetta si lamenta di nuovo con il Sindaco, sembra indeciso se alzarsi e andarsene, senonché Ruvolo  ingaggia uno scontro con il consigliere e coordinatore di Forza Italia, allentando la tensione sul presidente della Regione. Quando quest’ultimo parla, Aiello platealmente gli volta le spalle.

“Si è rappresentanti delle istituzioni nei ruoli e nel rispetto reciproco”, lo ammonisce il Presidente della Regione raccogliendo applausi.

Un incontro a cui hanno partecipato tutti. Un pezzo di governo regionale, con gli assessori regionali Bruno Marziano e Gianluca Miccichè rispettivamente all’istruzione ed al lavoro, i deputati Giancarlo e Azzurra Cancelleri e Giuseppe Arancio, numerosi consiglieri comunali, i segretari di diversi partiti. Per il Pd Ivo Cigna e Giuseppe Gallè, per Ncd Giuseppe Rap, l’Udc al gran completo. E poi ovviamente il presidente del consorzio universitario, Emilio Giammusso, il direttore del Cefpas, Angelo Lomaglio, il direttore dell’Asp 2 Carmelo Iacono con il management al completo, i segretari di Cgil, Cisl e Uil. Tra il pubblico diversi dipendenti della Caltanissetta Service, la ex multiservizi della Provincia, comitati di quartiere, attivisti e curiosi.

Alla domanda se la soluzione individuata sia un surrogato del contributo della ex Provincia, Crocetta spiega: “Non sono somme una tantum, ma un emendamento sul bilancio triennale. Una spesa strutturale nel tempo”.

Piccato l’intervento dell’assessore regionale e deputato dell’Udc, Gianluca Miccichè. “La vicenda è risolta, era un non problema che già con la dottoressa Diliberto avevamo affrontato. Una vicenda che si presta poco al teatrino mediatico di questi giorni in città”. L’assessore e deputato nisseno dell’Udc ha anche criticato le forze politiche che sulla stampa hanno presentato la decisione del commissario Di Liberto come mero frutto della volontà del governo regionale.

Un suggerimento a chi governa il consorzio universitario. “Oggi – ha detto Miccichè – tutti facciamo la corsa a suggerire strategie e proclami. È una mancanza di rispetto istituzionale perché c’è un Consorzio he governa. Vadano avanti in piena autonomia perché non sono segretari di partito né pupi in mano a nessun altro”.

“Tra l’altro – ha detto l’assessore Miccichè – a Maggio ci sarà il rinnovo degli organi che ad oggi hanno lavorato risolvendo i problemi. Se in passato l’Università è fallita è perché qualcuno ci ha lasciato questo in eredità. Oggi c’è un rilancio del Consorzio. Sul trasferimento – ha detto Miccichè rivolto a Giammusso – governate in autonomia, avete pienezza di poteri, portate all’assemblea il vostro progetto e le istanze del territorio. Chi dà suggerimenti è portatore sano di interessi di parte. Quindi solo le istituzioni e gli organismi costituiti possono portare avanti l’interesse di tutti”.

Il riferimento è alle note polemiche delle settimane scorse sul trasferimento della facoltà di ingegneria elettrica dai locali comunali di via Real Maestranza a quelli del Palazzo dell’Università di corso Vittorio Emanuele.

Dai sindacati, in particolare da Emanuele Gallo, segretario generale della Cisl, la proposta di far entrare nella compagine del Consorzio universitario l’Eni. La società petrolifera, infatti, dovrà destinare un consistente investimento quale somma a compensazione per la riconversione green della raffineria. Grazie alla presenza dell’Eni oltre a garantirsi un contributo annuale, il Consorzio Universitario potrebbe facilitare la realizzazione di master universitari e ricerca sul campo.

“Aprire la compagine societaria a nuovi soggetti, anche privati come l’Eni, programmare nuovi corsi”, l’invito di Gallo.

Rimane sul punto il direttore del Cefpas, Angelo Lomaglio, secondo cui bisogna guardare con interesse alla proposta del polo universitario del centro Sicilia con Enna. Ma bisogna farlo da una posizione più strutturata, dopo aver dialogato con gli altri consorzi che gestiscono corsi decentrati e con l’Ateneo di Palermo. Realizzare un polo del centro Sicilia da una posizione di debolezza rispetto alla Kore, per Lomaglio, rischierebbe di far ripetere gli errori del passato.

“In poche settimane sono venuto due volte per stabilire che formazione istruzione e università sono attenzionate dal governo in questo territorio”, ha detto invece l’assessore regionale alla formazione e istruzione, Bruno Marziano. “Entro qualche giorno annunceremo un bando finanziando 600 dottorati per le università siciliane. Stabiliremo i settori da finanziare e per tre anni. Poi ci sarà un bando per gli specializzandi in medicina siciliani. Il terzo bando è per i master di primo e secondo livello ed è in questo campo che possiamo aiutare le sedi decentrate, dove ci sono locali strutture e attività”.

Infine Marziano ha garantito che a breve l’Ersu potrà spostare otto unità di personale dalla sede di Catania per aprire e rendere fruibile la casa dello studente dell’ex convento San Domenico. In realtà doveva già essere aperta entro il 31 dicembre scorso ma c’è stato un intoppo. I dipendenti in questione sono “comandati” dall’Eas che deve pronunciarsi sul trasferimento.

“Dopo aver risparmiato adesso viene la fase dell’investimento”, ha detto in aula il presidente del Consorzio universitario, Emilio Giammusso. “Il campus al Cefpas rappresenta il gradino per costruire il campus bio medico. Mi pare che per le intenzioni qui emerse ci sono tutte le condizioni. Abbiamo dimostrato con il Salus festival di sapere collaborare. Adesso dobbiamo pensare che ciò che stiamo facendo è stato fatto con una mentalità manageriale. Non è vero che gli studenti sono diminuiti. Da 40 studenti iniziali, quest’anno abbiamo oltre 140 studenti che vengono da tutta Italia perché il bando è nazionale. Tutto questo non è casuale, ma è frutto di un lavoro intessuto con altri enti. Abbiamo deliberato di riprendere il progetto del polo sanitario di scienze infermieristiche, la realizzazione di master in bio ingegneria e medicina biologica già deliberato dall’assemblea. Abbiamo in corso un master con il dipartimento attività produttive della regione sul marketing”.

 

 

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