Unioni civili, atto vandalico nella sede PD di San Cataldo. Strappato lo striscione

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“I Giovani Democratici di San Cataldo esprimono, ancora una volta, la loro indignazione per un atto vandalico, accaduto sabato notte, quando alcuni ignoti hanno strappato uno striscione, appeso davanti la sede di Corso Sicilia, a favore delle unioni civili.

IMG-20160131-WA0001Andando con ordine, il 23 Gennaio si è svolta una enorme manifestazione in numerose città italiane, con la quale migliaia di persone hanno lanciato lo slogan: “è ora di essere civili”. Questo il messaggio attraverso il quale l’associazione promotrice “Arci”, e tante altre realtà sociali, quali i Giovani Democratici, hanno voluto dare un forte segnale al governo nazionale affinché si giunga al più presto al riconoscimento delle unioni civili e l’approvazione del ddl “Cirinnà”.

In tale occasione i ragazzi del PD sancataldese hanno realizzato uno striscione con su scritto: “Un Paese civile tutela l’amore”. Una frase semplice, che esprime allo stesso tempo un concetto profondo: bisogna tutelare l’amore a prescindere dal fatto che ad amarsi siano due persone dello stesso sesso o di sesso diverso. Un modo per sancire definitivamente la tutela dei diritti delle coppie omosessuali, ma anche delle coppie di fatto, senza alcuna discriminazione.

Il messaggio dei Gd ha fatto il giro del web, attraverso i social network ha raggiunto migliaia di persone, ricevendo, forse un po’ inaspettatamente, un plauso da tante persone, in particolare numerosissimi ragazzi del nisseno, dimostrando che il nostro Paese è pronto da tempo a vincere la battaglia del riconoscimento delle unioni civili.

Lo striscione posizionato lungo la ringhiera, di fronte la sede del Partito Democratico in Corso Sicilia, è rimasto lì appeso per più di una settimana, anche sabato 30 Gennaio, in occasione del Family Day, mobilitazione nazionale che si contrappone al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Né il Pd né i Gd di San Cataldo, pur non condividendo le ragioni della protesta, hanno mai criticato quella parte della popolazione che legittimamente si è schierata in maniera contraria nei confronti del disegno di legge “Cirinnà”. D’altronde su un argomento di tale portata è inevitabile una contrapposizione di idee. Ma ciò che da sempre ci contraddistingue è il rispetto per le idee avverse alle nostre, provando a spiegare con tutti i mezzi le nostre ragioni ma senza mai costringere o offendere chi la pensa diversamente.

Nella notte di sabato abbiamo invece trovato lo striscione strappato e buttato per terra. Ironia della sorte ha voluto che l’unica parte rimasta appesa, come aggrappata a una fievole speranza, è stata la scritta: “un Paese civile”, mentre è stata calpestata la parte che riportava: “tutela l’amore”. Di civile questa azione non ha avuto nulla, anzi. A pochi passi dalla sede sono anche stati ritrovati dei cassonetti ribaltati.

Ciò ci porta a pensare che potrebbe essere stata una ragazzata, di pochi delinquenti che nella loro tristezza hanno deciso di divertirsi offendendo il lavoro costante che ragazzi dai 15 a 30 anni portano avanti con dedizione e passione. E vogliamo sperare che si sia trattato solo di un’azione vandalica senza secondi fini, perché solo così possiamo provare a reprimere il nostro senso di sconforto e rabbia.

In merito a tale vicenda riteniamo doveroso chiedere delle risposte al Sindaco Giampiero Modaffari. innanzitutto chiediamo se nella notte di sabato sono stati arrecati altri danni in città e se sono state utilizzate le telecamere a disposizione del comando della Polizia Municipale, affinché si dimostri che un gruppo di ragazzi “euforici” non possa permettersi di vandalizzare alcune zone del centro abitato. In secondo luogo riteniamo che vi sia una carenza politica grave da parte dell’Amministrazione che su temi importanti dal punto di vista politico, quali ad esempio le unioni civili, preferisce tacere e lasciare che si diffondano in città informazioni errate, creando di fatto un inasprirsi delle contrapposizioni politiche. Chiediamo a questo punto se è Sua intenzione creare forme di partecipazione politica,quali assemblee, incontri, dibattiti, dove i cittadini possano liberamente formare il proprio pensiero, perché fino a questo momento non abbiamo visto nulla di tutto ciò.

Riteniamo doveroso da parte di chi faccia politica prendere posizione. Noi lo facciamo e lo faremo, mettendoci sempre la faccia, a costo di perdere qualche voto ma mantenendo alti i valori e i principi a cui ci ispiriamo.

Speriamo che sia l’ultimo gesto di questo tipo che siamo costretti a denunciare, affinché possa continuare l’intenso lavoro per il bene di San Cataldo e di tutti i Sancataldesi”.

I Giovani Democratici di San Cataldo

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