Una villa romana anche a Philosophiana? Maxi sequestro di reperti archeologici (FOTO)

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Una vasta operazione dei carabinieri del comando provinciale e del nucleo di tutela del patrimonio culturale, coordinata dalla Procura di Caltanissetta, ha portato al più grande sequestro di reperti archeologici di epoca ellenica in Sicilia e nel resto d’Italia avvenuto negli ultimi 15 anni. Mille reperti tra statue, anfore, monete dal valore inestimabile sono state sequestrate a seguito di perquisizioni IMG_9098scattate in provincia di Caltanissetta, nel resto della Sicilia e al nord Italia. Facoltosi imprenditori erano disposti a pagare qualunque cifra per ottenere dall’organizzazione i reperti. Il fulcro era un soggetto di Riesi.
L’operazione è stata coordinata dalla DDA in collaborazione con il Nucleo Operativo, il comando provinciale dei Carabinieri e dal Nucleo di tutela del patrimonio culturale.
Dalle intercettazioni di tombaroli e raffinati collezionisti privati emerge che nei pressi di Riesi, probabilmente nell’area archeologica di Philosophiana, nel triangolo Riesi, Mazzarino, Butera, ci potrebbe essere una villa di epoca tardo ellenico romana, del quinto secolo avanti Cristo. Al momento è solo una leggenda ma la Procura di Caltanissetta e i Carabinieri stanno indagando in tal senso.

La presenza della villa, di cui parlano gli indagati, al momento è quindi un ipotesi, mentre è una certezza il grosso traffico di reperti archeologici stroncato oggi. Sedici indagati, alcuni per ricettazione e altri per concorso in ricettazione. Imprenditori facoltosi disposti a pagare cifre da capogiro per alcuni pezzi pregiati come monete e anfore.
Le perquisizioni sono scattate in anticipo rispetto a futuri provvedimenti cautelari perchè c’era il fondato rischio che questo enorme patrimonio si disperdesse. Per capire il valore del materiale squestrato, una sola moneta greca del quarto secolo può arrivare ad una stima di 1 milione di euro. A New York una analoga a quelle sequestrate è stata venduta 1 milione di dollari.
I reperti in ceramica hanno meno valore, nell’ordine di 20 mila euro a pezzo, che però può salire se sono incisi o decorati. Il perno dell’organizzazione viene considerato Francesco Lucerna, 70 anni, di Riesi.
Per il Procuratore Sergio Lari sarebbe importantissimo trovare la villa di cui si parla nelle intercettazioni, una seconda villa romana del Casale, è stato spiegato.15
“Un patrimonio archeologico che sarebbe una fonte economica rilevante per la Sicilia. L’Italia è un paese straordinario, non possiamo consentire che il suo enorme Patrimonio venga vandalizzato”, ha detto Lari.
“Nell’epicentro della Magna Grecia – ha spiegato il colonnello Angelo De Quarto, comandante provinciale dei Carabinieri – l’attenzione di questi soggetti è concentrata proprio nella zona nissena tra Gela, Agrigento e Caltanissetta dove sono avvenuti la maggior parte dei trafugamenti con segnalazioni continue di scavi e tombaroli”. E sebbene sia ancora un’ipotesi, c’è il fondato sospetto che sia proprio l’area archeologica di Philosopiana, tra Butera e Riesi, a conservare nel proprio sottosuolo una villa del quarto quinto secolo avanti Cristo .
A spiegare i contorni del remunerativo affare, affidato solo a professionisti, è stato il capitano Luigi Mancuso, del Nucleo di tutela del Patrimonio culturale della Sicilia.
Non si tratta di tombaroli dilettanti ma di organizzazioni radicate sul territorio che operano con strutture consolidate e attive negli scavi clandestini. Il danno oltre al bene trafugato è la devastazione dei siti, poiché si perde la possibilità di effettuare attività scientifica sui luoghi. Gli indagati, infatti, scavavano anche con l’ausilio di pale meccaniche, distruggendo le tracce archeologiche. I collezionisti privati o case d’asta secondo gli inquirenti sono perfettamente consapevoli della provenienza illecita dei beni. Non esiste un prezzo massimo, si può arrivare a cifre esorbitanti perché dipende da un mercato clandestino di collezionisti che hanno disponibilità enormi.

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