Una risposta per tutte le emergenze. Va in pensione il sovrintendente Carmelo Calì, anima del 113 della Questura

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Dalle sue orecchie è passata la storia della città che corre sul filo dell’emergenza. E la sua vita nella Polizia è stata sempre legata indissolubilmente ad un numero: il 113. Per oltre un trentennio la sala operativa della Questura di Caltanissetta è stata una seconda casa per il sovrintendente Carmelo Calì, in pensione a 60 anni per limiti d’età dopo essersi arruolato nel 1986. Ininterrottamente dal 1991 fino a sabato scorso – giorno del suo ultimo turno di servizio – è rimasto effettivo alla sala operativa dov’era l’operatore più anziano divenendo nel corso degli anni un punto di riferimento di tanti giovani e meno giovani colleghi per la sua esperienza e le conoscenze tecniche dei dispositivi di comunicazione e trasmissione, tra cui quelli di nuova generazione.

Da sempre in servizio all’Upgsp, sigla dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, ai più nota come Sezione Volanti dalla quale dipende il 113, alla cornetta di Calì sono arrivate innumerevoli telefonate. Una memoria storica per la Polizia di Stato ma non solo. Piccoli e grandi interventi da gestire via filo, richieste d’aiuto d’ogni genere da parte dei cittadini a tutte le ore del giorno. E poi il coordinamento del pronto intervento nei casi di cronaca cittadina, anche eclatanti: omicidi, rapine in corso, le visite di Papa Woytila e dei presidenti della Repubblica, alluvioni, incendi e nevicate, la gestione del trasferimento di organi, sangue o plasma affidato alla staffetta della Polizia e molto altro. Oppure, offrire un semplice conforto dall’altra parte del telefono a chi è solo o in difficoltà. Una lunga carriera che per il sovrintendente Carmelo Calì si è conclusa con l’attestazione di stima e gratitudine di tanti colleghi e dirigenti della Questura che gli hanno riconosciuto le due doti umane e professionali.

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