“Una cravatta da corsa”, l’automobilismo sportivo nella rievocazione di Lillo Ariosto. (Ascolta e guarda)

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DSC_0001 Il prototipo autocostruito da Totò Tornatore nel 1945In cima alla stradella che dal cancello d’ingresso conduce a Villa Barile, due signore non più giovani ma elegantissime e ancora molto ammirate , facevano gli onori di casa agli ospiti intervenuti alla presentazione del libro del noto avvocato Lillo Ariosto, “Una cravatta da corsa”, avvenuta martedì 8 aprile, nella prestigiosa villa appartenuta a Giovanni Barile che è stato il primo presidente dell’Automobile club di Caltanissetta nonché l’ideatore della Coppa Nissena. Il libro racconta la storia dell’automobilismo sportivo di un tempo, vista da un irriducibile appassionato qual è il suo autore Lillo Ariosto.
Intervista all’Avv. Lillo Ariosto:

DSC_0027 Il numeroso pubblico in sala

Le due signore, entrambe vestite di rosso, abbastanza scoperte ma non per questo scandalose, si chiamano una “Cisitalia” vettura con cui gareggiò Tazio Nuvolari e l’altra, senza nome, in quanto si tratta di un prototipo auto-costruito nel 1945, su telaio di una 1100 militare con carrozzeria disegnata da Michele Tornatore e realizzata da Diego Pugliese.

Tutti a fotografare le due vetture, reprimendo il desiderio di farsi fotografare al loro volante per non incorrere nelle ire dei gelosissimi proprietari che non le perdevano di vista un solo istante.

Intervista a Nino Vaccarella:

Intervista ad Armando Tornatore:

DSC_0015 Armando Tornatore accanto al suo gioiello

Molti i personaggi noti presenti alla manifestazione, tra cui – per citarne solo qualcuno – il presidente dell’ACI di Caltanissetta, avv. Carlo Alessi, il presidente della Banca del Nisseno, prof. Giuseppe Di Forti e il mitico preside volante Nino Vaccarella. È stato l’assessore Andrea Milazzo, a nome del sindaco, a dare il benvenuto agli intervenuti ed agli ospiti mentre l’avv. Carlo Alessi, prendendo lo spunto da un episodio narrato nel libro di Lillo Ariosto, in cui si parla del commendator Costantino Trombetta che alle 8,06 del 24 maggio 1922, a bordo di una Fiat, effettuò la partenza della prima Coppa Nissena, ha invitato tutti i presenti a partecipare in massa alla prossima edizione – la 60ª – della gara di casa nostra, che si svolgerà il 2-3 e 4 maggio e valevole per il Campionato Italiano Velocità della Montagna.

Presentata dal moderatore Aldo Lima, ha preso poi la parola la d.ssa Marcella Tuttobene Virardi, presidente del club Unesco di Enna, che ha partecipato – come precisa il moderatore – alla stesura del libro stesso. Dopo l’ing. Aldo Scaccianoce, vice presidente della commissione cultura dell’ASI, uno dei maggiori esperti nazionali di automobilismo storico, ha ripreso la parola Aldo Lima, egli stesso campione italiano di regolarità, per presentare uno degli idoli dell’automobilismo siciliano. “Ogni volta che mi tocca di presentare il prof. Vaccarella – ha detto il moderatore – faccio uno sforzo enorme perché cerco di trovare qualcosa che ancora non sia stata detta ma è un fatto praticamente impossibile. L’unico personaggio di cui non serve il cognome perché, nel mondo dell’automobilismo sportivo, basta dire “Nino”e, automaticamente, questo nome viene abbinato a Vaccarella. Il prof. Vaccarella ha vinto ovunque, ha guidato qualsiasi cosa: Ferrari, Maserati, Porsche Formula uno. Era, ed è rimasto un mito”.

DSC_0030 Il tavolo dei relatori“Io non sapevo di dover fare un intervento – esordisce il preside volante che con i suoi 81 anni suonati, può ancora dare dei punti a soggetti parecchio più giovani di lui – pensavo soltanto di presenziare e di complimentarmi con l’avv. Ariosto per questo suo libro rievocativo”.

Ha continuato parlando della sua grande passione per le corse, del circuito detto della” cravatta” di Enna e non trascurando, com’era ovvio, di parlare con trasporto della mitica Targa Florio di cui è stato indiscusso protagonista per tanti anni, sin da quando la leggendaria gara si disputava su strade non certo adatte allo scopo ma forse per questo ancora più affascinanti. Della gara e dei suoi risvolti, talora intrisi di humor, ha saputo tracciare un profilo piacevolissimo e, per certi versi, nostalgico ed emozionante. Quella stessa emozione, che ha caratterizzato l’intervento dell’avv. Ariosto che, comprensibilmente, ha parlato del suo libro con malcelato distacco ma, intimamente, con la stessa affezione che si prova per una propria creatura.

Intervista a Carlo Alessi:

Intervista ad Aldo Lima:

Un pomeriggio in cui è stato facile, per i non più giovanissimi, tornare indietro negli anni e rivivere le emozioni delle gare di una volta. Le premesse ci sono tutte, dunque, perché il libro di Lillo Ariosto abbia successo spingendolo quindi ad approfondire ancora il mondo delle corse, affascinante, pericoloso ma forse come nessun altro capace di offrire emozioni difficili da cancellare. Un mondo fatto anche di sacrifici, di delusioni, di dispiaceri ma anche di grandi soddisfazioni e di gioie inenarrabili che soltanto chi le ha vissute può capire sino in fondo.

9 aprile 2014

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