Un sorriso, oltre la crisi per Caltanissetta. Gli scatti che immortalano “i pensieri buoni dei nisseni”

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“Un sorriso per Caltanissetta”. Si chiama così il progetto fotografico di Ettore Garozzo a cui ha aderito Shobha Battaglia, fotografa palermitana, figlia Shobha Battaglia, Ettore Garozzo, Soraya Gullifadi Letizia, in passato fotoreporter de “L’Ora” e successivamente pluri-premiata per i suoi lavori su vari temi sociali e culturali.

Il workshop, che vede la collaborazione anche di

Shobha ed Ettore

Soraya Gullifa, consiste nel ritrarre i nisseni in centro storico, cittadini, passanti, turisti, commercianti, professionisti, disoccupati, ambulanti, etc… immortalando per un attimo il loro sorriso all’interno di una cornice che i soggetti sono chiamati a reggere durante lo scatto.

Un modo per “farsi regalare” e “regalare” un sorriso contro la crisi, per “liberare” i nisseni, anche solo per un attimo, dal tran tran quotidiano. Gli scatti, poi, come lavoro conclusivo del workshop, finiranno in una mostra che ridonerà un sorriso collettivo a Caltanissetta.

Shobha Battaglia, che vive tra l’India e la Sicilia,  premiata per due volte dal word press photo, la prima con il lavoro “Gli ultimi Gattopardi”, la seconda con un reportage sulla moda africana. Insieme alla giornalista Petra Reski nel 2001 ha firmato “Chiesa e mafia” un reportage che ha ricevuto il riconoscimento Hansel Mieth Preis. Ma sono innumerevoli i suoi lavori, le collaborazioni, i workshop e i progetti in mezzo mondo.

“Ridare un momento di pausa perché siamo pieni di tensioni e problemi. Quindi ridare alla città il sorriso è un darsi amore, perché siamo tutti IMG_5396IMG_5388preoccupati. Cambiare il punto di vista fa bene, e anche un progetto così farà bene alla città”, spiega Shobha a Radio CL1, raggiunta in piazza Garibaldi mentre fotografa alcuni passanti insieme a Ettore e Soraya.

“Sorridere – prosegue – è diventato faticoso, la gente dice ‘come faccio a sorridere che crolla tutto’. Ma è proprio quando crolla tutto che bisogna ritrovare la capacità di sorridere, perché non c’è più la gioia di vivere. Perché si è troppo identificati nei problemi, non c’è più una separazione tra l’individuo e il problema. Nel momento in cui chiedi a uno di sorridere, quello ti dice ‘perché?, se sono il problema io stesso?’, allora Ettore chiede di sorridere dentro la cornice. C’è chi la cornice l’ha tagliata come Fontana, per andare IMG_5403oltre nell’arte contemporanea, lui invece dice: stiamo dentro questa  cornice di sorriso, per stare insieme una giornata. Una cosa che non si fa più, non si sta più insieme per celebrare e godere dell’unica vita che abbiamo. Per questo  ho accettato. Io faccio workshop per aiutare progetti di fotografi , che diano dignità al mondo”.

Shobha Battaglia conosce bene la Sicilia, Palermo e il mondo. In Sicilia ha trattato temi come la mafia, la nobiltà, il gattopardesco modo di trasformarsi delle classi alte. Possono, un sorriso, la capacità di non prendersi troppo sul serio, vincere sui problemi seri e grandi come la mafia?

“Io vengo dall’Asia, dove vivo otto mesi l’anno. Lì a Bombay fanno una terapia al mattino dove migliaia di persone si riuniscono all’alba e iniziano a sorridere, ridono, gridano ridendo. Perché fa bene, non possiamo caricarci di tutta questa responsabilità. Quindi fa bene, andare oltre, non identificarsi nel caos e nei problemi, perché il sorriso è un’estensione della personalità. Quindi il sorriso è uno. La mafia, il male esiste. Io giro il mondo e fotografo anche molto dolore. In alcuni paesi anche sotto le bombe non rinunciano alla festa. Noi europei no, siamo troppo identificati sulle cose dolorose. Il dolore esiste e tutti piangiamo se uccidono persone innocenti, ma sorridiamo per il resto, celebriamo la nostra vita”.

IMG_5394Ettore Garozzo da tempo immortala diverse fotografie di Caltanissetta lungo le sue interminabili passeggiate. Un modo di osservare gli angoli meno noti e i luoghi più formali di Caltanissetta, che sa convogliare in un unico sguardo, poliedrico, la lettura di fatti e persone, come in una “città invisibile” di Italo Calvino. Oggi si cimenta in questo lavoro che ha l’altisonante obiettivo di superare la crisi… con un sorriso.

“L’intento- spiega Ettore Garozzo – è quello di approfittare del workshop che sto facendo con la grande Shobha, per realizzare un progetto che ho da tanto tempo, che è quello di contrastare la crisi, i pensieri brutti che vivono in ognuno di noi a Caltanissetta come dovunque, e schiacciarlo con il gesto più banale che è il sorriso. L’obiettivo è raccogliere i sorrisi della gente di Caltanissetta, o di chi passa dalla città, per raccoglierli in una mostra, per fare sorridere la gente. Così avremo il sorriso per il sorriso, niente di più di un gesto semplice. Farlo nel centro storico non è un caso perché il centro storico è degrado ma anche sorrisi”.

Un sorriso per Caltanissetta è dunque quello che si chiede ai vostri soggetti, immortalandoli nelle foto. Ma anche quello che donerete agli stessi nisseni con la mostra finale, che avrà il risultato di amplificarne l’effetto?IMG_5408

“La speranza è questa, che nel momento in cui avrò l’onore di ridare i sorrisi a chi li ha regalati, assieme si possa sorridere, nonostante tutto. Abbiamo fotografato commercianti e persone che si vede che soffrono quotidianamente, ma poco importa, perché il sorriso è il sorriso a prescindere da tutto”, conclude Ettore Garozzo.

 

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