Un social media manager nisseno approda in Serie A: Digiugno gestirà la pagina Facebook del bomber Torregrossa

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Si scrive Ernesto Torregrossa Official, si legge Michele Digiugno. L’importanza del social media manager o del consulente è andata crescendo nel corso degli ultimi anni. La loro centralità è aumentata a dismisura. Svolgono un ruolo rilevante, ma prevalentemente in ombra. “Affidarsi a un professionista della comunicazione per un calciatore vuol dire innanzitutto avere meno pensieri e concentrarsi di più sugli allenamenti e sull’aspetto sportivo. Ovvero: tu, calciatore, fai bene in campo. Io, consulente, provvedo, assieme a te, ad indirizzare la tua comunicazione, senza darti ulteriori grattacapi”, spiega Michele Digiugno. “Inoltre, porta ad intavolare buone relazioni con i fan, con la società per cui si gioca e con gli sponsor. Saper stare sui social è già di per sé un valore. È un qualcosa che il calciatore in generale riconosce ed apprezza. E che porta benefici. Per avere successo e credibilità bisogna darsi almeno tre regole. La prima: esser sui social rimanendo fedeli alla propria personalità. Il bomber nisseno Torregrossa, per esempio, è sui social come nella vita di tutti i giorni. La seconda: non dimenticare mai la responsabilità, perché il calciatore è un esempio per milioni di persone. La terza: valutare bene le occasioni, sportive e no, in cui avere visibilità, per dire la propria”, ribadisce il 39enne nisseno Michele Digiugno. L’obiettivo primario delle pagine facebook è quello di trasformare i tifosi in fan. I primi sono quelli che vanno allo stadio con la sciarpa al collo o che seguono la partita davanti alla tv. Sono quelli che ti apprezzano per la maglia che porti, perché è quella della squadra per cui tifano. I fan, invece, sono quelli che ti apprezzano per come ti mostri. Sono quelli che ti seguono su Facebook al di la dei colori. L’uso giusto dei social si ha quando si mette sempre il fan al centro di tutto. Bisogna dargli valore ogni giorno. L’obiettivo deve essere quello di intrattenere il tifoso facendolo entrare nella proprie vita privata, in quel che si è. Perché i social hanno umanizzato lo sportivo. Già, ma cosa comunica il calciatore? Di sicuro aspetti sportivi. Vittorie, soddisfazioni, coppe vinte e trofei alzati al cielo. Insomma, quel che si è in campo. Ma non solo. Un calciatore attraverso Facebook che rimane il social più amato del momento fa vedere se stesso al di fuori del campo. Per un calciatore, però, non basta saper comunicare. Prima dei social c’è il campo. Ci sono i risultati. C’è il giocare bene. E, possibilmente, vincere. “Si deve sempre partire da quel che avviene la domenica. Poi, da lì, si comincia a ragionare su cosa fare sui social. Le cose devono andar a braccetto”, dice Michele Digiugno. Qualche esempio? “Nell’ultima stagione ha spopolato l’eurogol di Torregrossa, attaccante del Brescia andato a segno con tanto di “ruleta” contro la Salernitana nel campionato cadetto. Ciò, però, è stato possibile, oltre che per la bravura del giocatore, anche perché la squadra è andata benissimo in campionato, raggiungendo la storica promozione in Serie A. Se il bomber di San Cataldo avesse giocato in un’altra squadra, che avesse avuto una stagione molto negativa, difficilmente avremmo assistito al fenomeno social di Torregol che ad oggi è seguito da oltre settemila persone.” Un numero destinato ad aumentare per la visibilità che l’attaccante sancataldese avrà nella massima serie raggiunta dopo tanti anni di gavetta grazie ad una crescita esponenziale, consapevolezza nei propri mezzi, ma sopratutto alla continuità nelle prestazioni. Un exploit che l’hanno portato a risultati fantastici. Il social media manager Digiugno conclude con una profezia: “Ernesto è un giocatore molto ambizioso che non si pone limiti e la piazza di Brescia sta esaltando appieno le sue doti. E’ un leader carismatico che confermando gli sfavillanti numeri della scorsa stagione potrebbero aprirgli le “porte” della Nazionale di calcio italiana, che a giugno disputerà l’Europeo. Sognare d’altronde non costa nulla, ma spesso i sogni diventano realtà.”

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