Un profilo più alto. E’ ciò che le parti sociali chiedono all’Ars, al governo e anche a Crocetta

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“O governo e deputati trovano una soluzione alla crisi, o è meglio che vadano a casa e si torni a votare”. Queste le parole utilizzate dal presidente di Confindustria, Antonello Montante. Molti hanno commentato le dichiarazioni odierne del presidente degli industriali siciliani come un aut aut al governo Crocetta. Ma non è solo Confindustria a muoversi in questa direzione, lo sono, all’unisono, anche i sindacati, Cisl e Cgil in testa. Non è un problema di uomini, sembra di capire. Non di singoli, comunque. Di fronte alla grave crisi servono risposte e soprattutto un alto profilo politico e istituzionale per darle.

Crocetta s“Bisogna alzare il tiro, andando oltre le manifestazioni di piazza”, dice infatti il leader degli industriali dell’Isola,  intervenuto oggi al “Forum sulla situazione economica regionale”, nella sede del Centro Pio La Torre con i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Michele Pagliaro, Maurizio Bernava e Claudio Barone, oltre che il presidente di Confartigianato Sicilia, Filippo Ribisi.

“I politici di maggioranza e opposizione, e il governo, – ha aggiunto Montante – si siedano attorno ad un tavolo e trovino una soluzione alla crisi unica, remando tutti nella stessa direzione, oppure vadano a casa”. “In questi anni non c’è dubbio – ha proseguito Montante – che il governo centrale si è defilato dalla situazione politica siciliana, c’è bisogno che Renzi sappia qual è la situazione in Sicilia, a noi nessuno ci ascolta. Sono inutili anche le manifestazioni di piazza, dobbiamo alzare il tiro per attrarre l’attenzione del governo centrale, ma prima di arrivare a ipotesi di commissariamento o (i parlamentari ndr) si mettono a discutere per mettersi d’accordo oppure vadano a casa”.

“Condivido l’intervento di Davide Faraone – dice Montante -, non lo cito a caso. Faraone rappresenta Renzi. Non intendiamo scaricare nessuno, ci appelliamo alla politica e per questo dobbiamo parlare con tutti. E’ un ultimatum alla politica, il problema non è il governo ma un Italia che cammina a due velocità e la Sicilia non e’ slegata”.

“O si mettono d’accordo o vanno a casa – ha fatto eco il segretario regionale della Cgil Michele Pagliaro – Siamo a un limite di sopportazione che non può essere tenuto. Ci sono le situazioni di emergenza di sempre e quelle nuove. Bisogna interrogarsi sulla qualità della spesa che non è solo il tema delle retribuzioni dell’Ars – ha aggiunto – Serve un cambio di passo”.

Secondo il leader siciliano della Cisl Maurizio Bernava “siamo di fronte alla violazione dello stato di diritto per inseguire lo ‘stato mediatico’, con un Ferrandelli, totalmente ignorante in materia di lavoro, che accusa soggetti importanti come i sindacati di sfruttare la pelle dei lavoratori per difendere la propria poltrona e la casta”.

 

 

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