Per un “paziente realismo”. La gioia dell’amore nella famiglia. Rocco Gumina rilegge l’esortazione di Papa Francesco

(Di Rocco Gumina) Superato l’eccesso delle innumerevoli recensioni del giorno dopo la pubblicazione, è assai importante riprendere e rileggere l’esortazione apostolica Amoris laetitia di papa Francesco per farne un testo indicativo volto allo sviluppo di un’attenzione matura della comunità ecclesiale verso la famiglia. Inoltre, l’esortazione post-sinodale sembra un documento utile a far comprendere all’intera società l’idea che i cattolici hanno della famiglia la quale possiede un’ineludibile dimensione sociale e politica in senso ampio.

Chi si aspettava, nel fronte cattolico, novità sul campo del diritto canonico o lezioni di teologia morale e chi sperava, nel fronte extra-ecclesiale, in decisioni non in linea con la ricca e plurale tradizione della Chiesa, certamente sarà rimasto deluso. Infatti, la riflessione del papa non propone una novità da annunciare e da esibire alla società odierna per essere in linea con un certo individualismo che esaspera i diritti e dimentica le responsabilità. Francesco, invece, avanza una riflessione da pastore della Chiesa e lo sviluppo del testo è profondamente connesso alla dimensione pastorale.

Solo con questo orizzonte possiamo intravedere la novità dell’Amoris laetitia che risiede nell’enunciazione di atteggiamento propositivo verso le innumerevoli risorse e le tante difficoltà che affrontano le famiglie dei credenti in questo frangente storico. Così, la novità del documento consiste nel rileggere – sotto la luce del vangelo – le complessità e le speranze della famiglia dei nostri tempi i quali sono caratterizzati dalla frenesia produttiva e tecnologica che intacca in modo profondo e negativo ogni relazione umana. Quindi, l’unica novità realmente dichiarata nel testo è l’effetto della perenne attualità del vangelo il quale reinterpreta ogni storia per darle un compimento di senso. Questo è il tentativo promosso dall’esortazione di Francesco sulla famiglia.

Frutto dei lavori del sinodo dei vescovi, l’Amoris laetitia è un testo lungo e corposo che in nove capitoli abbraccia diversi temi: dall’interpretazione biblica della famiglia all’educazione dei figli; dalla spiritualità coniugale alla fecondità; dalle fragilità familiari alle sfide pastorali per il nostro tempo; dall’educazione sessuale alla trasmissione della fede.

Nel riflettere sull’educazione dei figli, il papa utilizza come titolo di un paragrafo l’espressione “paziente realismo” che – a mio parere – sintetizza l’atteggiamento di fondo dell’intero documento. Infatti, la gioia dell’amore nella famiglia è frutto, a partire dallo Spirito Santo, di un paziente realismo nella relazione fra gli sposi, nell’educazione dei figli, nell’accompagnamento delle fragilità, nel recupero e nella promozione di quanti erroneamente si percepiscono come scomunicati dalla Chiesa.

Allo stesso tempo, a mio avviso, l’Amoris laetitia avanza da un lato l’assoluta centralità dell’esercizio della ministerialità matrimoniale all’interno della comunità ecclesiale la quale deve definitivamente riconoscere l’importanza, anche in ambito pastorale, di tale ministero con relativo impegno in termini di formazione e di responsabilità; dall’altro, propone un metodo di discernimento dinanzi alle scelte circa le politiche familiari degli Stati che non è collegato alle chiusure, ai divieti, alle contrapposizioni ideologiche bensì alla forza della proposta della gioia dell’amore della famiglia, pertanto della medesima testimonianza cristiana. Quest’ultima, come afferma indirettamente lo scritto anonimo A Diogneto, non può costituirsi come un potere coercitivo dinanzi alle leggi della comunità politica, ma come una proposta fondata sulla logica della fede.

Dunque, l’Amoris laetitia è un testo che – al pari dell’Evangelii gaudium e della Laudato sì – è rivolto, anzitutto, all’interno della comunità ecclesiale affinché possa maturare e discernere una serie di atteggiamenti prodotti dalla lettura della storia sub luce evangelii che sono in grado, a loro volta, di promuovere novità anche nella dimensione sociale e pubblico-politica.

Rocco Gumina

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