Un garante per i diritti e un manager per l’inclusione dei disabili. Caruso presenta due mozioni in Consiglio

274

Due mozioni a firma del consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Angela Caruso sono state presentate all’ufficio di presidenza per essere discusse in Consiglio comunale. Con le mozioni la Caruso intende impegnare l’amministrazione nissena a dotarsi di due figure di riferimento per i disabili: il garante per le disabilità e il disability manager. La prima è una figura prevista dall’ordinamento, la seconda sarebbe una innovazione.

La figura del Garante dei diritti delle persone con disabilità è stata istituita per dare seguito a quanto sancito dalla convenzione ONU del 13 dicembre 2006, che il nostro Paese ha ratificato con la Legge n. 18 del 3 marzo 2009 la quale ha dato vita all’istituzione dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità. L’Ufficio del Garante della persona disabile, operante in piena autonomia politica ed amministrativa, è organo uni-personale scelto e nominato dal Sindaco tra le associazioni rappresentative degli interessi dei disabili operanti nel territorio comunale.

Al Garante è affidata la protezione e la tutela non giurisdizionale dei diritti dei disabili residenti o temporaneamente presenti sul territorio comunale, mediante azioni positive mirate alla promozione degli obiettivi di qualità della vita, integrazione sociale, autonomia e vita indipendente, qualità dell’assistenza nel rispetto dei principi costituzionali, della Convenzione ONU per le persone con disabilità e nell’ambito dei vincoli finanziari cui la Regione e gli Enti locali sono sottoposti dalla normativa vigente.

“Il Garante delle persone con disabilità – si legge nella mozione – dovrà porre particolare attenzione a tutte le disabilità, non solo a quelle motorie. Dovrà raccogliere suggerimenti e problematiche e proporre all’amministrazione comunale soluzioni per abbattere le barriere architettoniche e sociali. Il Garante dovrà effettuare una mappatura di Caltanissetta identificando quali sono gli “ostacoli” esistenti. È una figura che farà da interfaccia tra il mondo, a volte davvero faticoso delle persone con disabilità, le associazioni di categoria, organismi No Profit, Onlus ed Aziende; deve saper ascoltare, raccogliere e riferire lamentale e soluzioni valide da proporre al vaglio del Comune, oltre a presentare un resoconto annuale al Consiglio comunale”.

Per l’istituzione del disability manager si parte invece da un’analisi del contesto, dalle barriere e dai possibili facilitatori per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità.

“Un’ invalidità – scrive la consigliera comunale Caruso – non è una condizione sufficiente per la disabilità, in quanto quest’ultima è la conseguenza di una interazione negativa tra la condizione individuale di salute e il contesto in cui vive la persona. Un’importante implicazione è dunque la dimensione sociale della disabilità che può essere considerata una manifestazione, particolarmente grave dell’incapacità di una società di assicurare (o avvicinare) l’eguaglianza di opportunità alle persone con problemi di salute. La persona con disabilità è colei che, anche a causa di ciò, soffre di gravi limitazioni nello svolgimento di una o più funzioni fondamentali, quindi un deficit di capacità che ne limita i funzionamenti”.

“Il Disability Manager – scrive ancora la Caruso – è un Professionista che, grazie alle competenze altamente specializzate acquisite sul campo della disabilità si propone come interlocutore tra i bisogni delle persone disabili ed i vari altri soggetti istituzionali; opera nelle diverse realtà sociali (Istituzioni, soggetti profit, terzo settore e Associazionismo) per il conseguimento di un più sano e funzionale rapporto tra la persona con disabilità ed il suo contesto di vita”.

Il Disability Management nasce dunque come “una strategia proattiva nell’identificare e risolvere tutti i fattori che impediscono alle persone con qualsiasi tipo di disabilità di accedere in modo armonico al mondo sociale e lavorativo”. Non si tratta solo di una strategia di gestione basata sulle strutture, sulle procedure e sui processi, ma di una vera e propria attività professionale che, attraverso un approccio scientifico interdisciplinare, unisce competenze relative all’ambito medico, educativo, manageriale e del lavoro, considerando tutti gli aspetti delle interazioni aziendali, per costruire soluzioni e attivare reti finalizzate all’inclusione delle persone con disabilità , volte a garantire un adeguato ed efficiente inserimento lavorativo delle persone portatrici di disabilità.

Per le due figure sarebbe previsto un compenso onorario solo a titolo di rimborso spese.

 

Commenta su Facebook