Un flash mob con i versi dell’amore. Anche a Caltanissetta il 25 marzo si celebra il Dantedì

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Il 25 marzo si celebra il Dantedì, la giornata internazionale dedicata al Sommo Poeta e principio del grande viaggio umano, esemplare ed artistico della Divina Commedia.
La Società Dante Alighieri (nella foto il presidente Andrea Ricciardi) invita tutti a superare l’isolamento aprendo le finestre e i balconi delle nostre case per leggere due terzine del canto dantesco in cui Paolo e Francesca dimostrano che l’amore vince tutto. Perché, come tutto il mondo ci sta dimostrando in questi giorni, anche l’amore per l’Italia non ci abbandonerà.
L’appuntamento è per mercoledì 25 marzo alle 18 italiane per leggere tutti insieme le terzine qui sotto riportate, che è possibile registrare con gli smartphone e condividere nei social network con hashtag #stoacasacondante #ioamolacultura #Dantedì.

“Parteciperemo al flash mob nazionale e ci affacceremo alle finestre per leggere Dante, il quinto canto dell’Inferno in cui l’amore è simbolo di comunità e di unione ricordandoci che siamo una nazione, siamo Italia”, spiega la preside Marisa Sedita presidente del comitato Dante Alighieri di Caltanissetta. “I versi saranno letti alle finestre da tutti noi e Nadia Lionti in rappresentanza del comitato registrerà il suo intervento con un videomessaggio che sarà inviato a Roma per testimoniare la partecipazione di Caltanissetta”.

Già stasera nella pagina Facebook dell’associazione di Alchimia ci sarà il primo appuntamento con la professoressa Marina Castiglione che dedicherà l’intera puntata a Dante Alighieri. “Un altro contributo è realizzato dalla Società Nissena di Storia Patria grazie alla collaborazione del preside Antonio Vitellaro e del notaio Ina Palazzolo Candura dimostreremo come a Caltanissetta abbiamo il codice lanéo che è il codice dantesco più antico e questo è un vanto della biblioteca Scarabelli di Caltanissetta”.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

[Dante Alighieri, Divina Commedia, Inf., V canto]

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