Un coordinamento del Prefetto per sbloccare opere cantierabili. Cgil, Cisl e Uil in allarme per il settore costruzioni

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Istituire una commissione prefettizia, un coordinamento a tempo, che effettui un monitoraggio in tutta la provincia di Caltanissetta per verificare tutte le opere cantierabili e avviare le opere pubbliche garantendo i livelli occupazionali di quelle imprese oggi in crisi che dopo la fine dei lavori per il raddoppio della Ss640 lo saranno ancora di più.

Gallo Giudice MudaroE’ la richiesta di Cgil, Cisl e Uil che con i segretari generali Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro si sono così rivolti al Prefetto di Caltanissetta, Maria Teresa Cucinotta, alla quale segnalano che in un anno sono calati del 50% gli addetti al settore costruzioni della provincia nissena.

“L’effetto della crisi industriale che sta attraversando da anni anche la Sicilia e, con essa, tutte le aree industriali della nostra provincia non può determinare l’indebolimento delle tutele contrattuali degli ultimi 25 anni. Gli accordi di secondo livello previsti e applicati nel settore delle costruzioni, il più colpito dalla recessione tanto da registrare il 50% degli addetti in meno rispetto all’anno precedente, e il blocco di importanti gare d’appalto, appena sarà completato lo scorrimento veloce, contribuiranno a un dramma per migliaia di lavoratori di tutta la provincia, compresa Agrigento ed Enna, nonchè decine di piccoli e medi imprenditori tra fornitori di materiali e sub appaltatori”. CGIL CISL UIL chiedono un vertice alla Prefettura per conoscere le opere cantierabili e l’inserimento di clausole di salvagiardia occupazionale.

“Non va meglio – dicono i segretari generali – ed è il caso di intervenire da subito, nell’indotto della raffineria di Gela che in vista del rinnovo dei contratti d’appalto vede venir meno nel settore metalmeccanico gli accordi di secondo livello, facendo scendere la retribuzione quasi al di sotto della soglia di povertà. Meno retribuzioni, più crisi nei consumi ordinari e straordinari”.

CGIL CISL UIL chiedono di bloccare queste scelte aziendali e incentivare nei tempi e nelle modalità un dialogo sociale al fine di “costruire percorsi di valorizzazione, non di mortificazione”. “Ad oggi non esiste azienda metalmeccanica delle zone industriale di Caltanissetta, San Cataldo, Gela ed a seguire degli altri piccoli e medi centri della provincia, che non abbia avuto accesso alla cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga e/o ad altre forme normative riferite alla grande, ma ormai povera, famiglia degli ammortizzatori sociali”.

“Ogni singolo Comune della nostra provincia ha bisogno di essere aiutato anche nell’intercettare i finanziamenti europei, per tale ragione ed a sostegno di politiche produttive CGIL CISL UIL chiedono al Prefetto di istituire un coordinamento permanente ed a tempo per produrre una ricognizione di opere cantierabili e mano d’opera impiegata”, concludono Giudice, Gallo e Mudaro.

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